16 agosto 2007

Vittorio Messori: "HIPOTEZO PRI JEZUO",1976. (Distance dialogo inter amikoj) .... V. Messori: "IPOTESI SU GESU'",1976. (Dialogo a distanza tra amici).


En sia lasta posto, caramella fondente (fandobombono), mia blogamikino, raportis intervjuon de Jakobo Galeazzi de (ĵurnalo) “La Stampa” a Vittorio Messori. Dialogo kiu deĉenigis justege sian “INDIGNON”.

Vidu: http://caramella-fondente.blog.kataweb.it/2007/08/15/indignazione/#comment-1382 http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200708articoli/24635girata.asp

La argumento de la posto kaj unu komento speciale vekis mian intereson por ĵurnalisto kaj verkisto Viktorio Messori, poste ke mi ekrimarkis de kiom li ŝanĝus lin kompare je cirkaŭ tridek jaroj antaŭe kiam li skribis sian libron-enketon “HIPOTEZO PRI JEZUO” kiun mi leĝis en la jaro 1978. La komento al kiu mi rilatas estis tiu de alia kara blogamiko: Luĉiano Comida (Il ringhio di Idefix), kiu, pri la posto de fandobombono tiel komentis:

“Messori skribis, antaŭe multaj jaroj, belan libron, “ENKETO PRI JEZUO”, katolikan sed kuraĝan eseon, malfermitan al la laika kaj progresema kulturo. Poste laŭgrade li prenis integrisman drivon tutmalkvietigan kaj dekstraflankan. Mi memoras ke en Tv ĉe Augias (ĵurnalisto), li parolinte de familio de Jezuo kaj precipe de Jozefo, Messori diris: “Ne estis povraj. Li estis entreprenisto”. La fama komandoro Jozefo. Ĉi tiuj lastaj asertoj de Messori ŝajnas hororaj al mi, fruktoj de deliro de sakristio invadita de tro incenso, asertoj faritaj spite al laika kaj liberala kulturo, asertoj kiuj elvokas naŭzon. Antaŭe cirkaŭ dek jaroj, laŭlonge de mia irvojo ekde agnostikismo direkte konvertiĝo al kristanismo, Messori estis finofara por elektigi al mi la Valdanulojn kaj ne la Katolikuloj.”

Miavice mi, memorinte de estis leginta de tiu libro, rekte tiel respondis al Luĉiano:

“Tiu libro ne plaĉis al mi. Nek la lingvon, ŝajnis ankaŭ ĝin intence faritan por ne tutsimple komprenigi, nek super ĉio la enhavon. Tio ke min multe impresas leginte vian komenton estas ke al mi faris kontraŭan efikon: mi jam estis laŭlonge la vojo de agnostikismo kaj se ekzistis motivon kiun donis al mi definitivan antaŭenpuŝon, eble ĝi estis tiu libro.
Mi estas en akordo pri la cetero de via komento.”


Kaj tui poste tiel:

“Mi iris revidi tiun libron. Estas malgranda erareto ĝi titoliĝas “HIPOTEZO PRI JEZUO”. Eld. SEI, 1975. Mi malkovris ke mi leĝis ĝis la paĝo 166 (de 312, duonon libron). Ankoraŭ estis interne de ĝi legosigno de tiu epoko. Jes mi trovis ĝin pezan. Necesus releĝi ĝin, sed sincere mi volus doni prioritaton al tiu de Augias kiu ŝajnas al mi titoliĝus juste “ENKETO PRI JEZUO”.

Nun mi decidis de mallonge konkludi nian dialogon ĉi tie en mia blogo, min teninte sur la spuro de sensacoj kiuj elvokis al mi la repreno enmane de tiu libro kaj la strangan (ne tamen tioma) metamorfozon kiun faris ne nur Messori, sed, mi ekkonscias, ankaŭ mi mem. Kaj tiam mi daŭrigas dialogi kun Luĉiano ĉe “mia posteno”.

“Vi pravu, Luĉiano! Mi releĝinte kaj plukinte tien kaj tien, tiu libro fakte estas bela; speciale se ni komparas ĝin kun enhavo de intervjuo menciita far fandobombono. Sendube antaŭ tridek jaroj (mi eraris je fingrumi: ’76 ne ’75) mi neestis en la kondiĉoj por apreci ĝin. Mi estis juna, vi estis junega, sed vi sciis vidi pli bone ol mi. Neestas dubo.
Mi releĝinte antaŭparolon de Luĉio Lombardo Radice,
antaŭ nelonge ŝajnis al mi de imagi nin du: mi sur ies loko de “maljuna” L. L. Radice, vi sur ies loko de “juna” V. Messori, kiuj, kun la necesaj proporcioj, sed kun sama afableco kaj sama amikeco, ni mallonge dialogis pri la temo kiu ofte aperas en la blogoj kiuj ni frekventas: “Jezuo, estas Homo aŭ Dio?” Kaj mi pli bone komprenis aferon kiun mi jam havis en mia menso: ke ni du estas sur malsamaj trakoj kiuj tamen kuras proksimegaj. Estus sufiĉe malgranda trakforko kaj ni trovus nin sur sama «linio». Ĉu sur kiu elemento povus troviĝi ĉi tiun trakforkon? Demando je cent milionoj! Tie estas mistero. Tie estas ke L. Radice kaj Messori, kiel Irnerio kaj Luĉiano preskaŭ flugtuŝas sin sed ili netuŝas sin kaj eble iam netuŝos sin.
KIO ESTAS KE TION MALEBLIGAS ? Ĉi tiu estas malfacila demando kiu mi faris al mi kaj al vi, amika
Luĉiano".

Mi dankas fandobombonon por la sugesto.

Nell’ultimo post, caramella fondente, una mia amica di blog, ha riportato un’intervista di Giacomo Galeazzi de “La Stampa” a Vittorio Messori. Un dialogo che ha scatenato più che giustamente la sua "INDIGNAZIONE".

Vedi: http://caramella-fondente.blog.kataweb.it/2007/08/15/indignazione/#comment-1382 http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200708articoli/24635girata.asp

L’argomento del post e un commento in particolare ha risvegliato il mio interesse per il giornalista scrittore Vittorio Messori poiché mi sono reso conto di quanto egli sia cambiato rispetto a circa trent’anni fa quando scrisse il suo libro inchiesta “IPOTESI SU GESU’” che lessi nel 1978. Il commento cui mi riferisco era quello di un altro caro amico di blog: Luciano Comida (Il ringhio di Idefix), il quale, al post di caramella (vedi il rimando), aveva commentato così:

“Messori scrisse, tanti anni fa, un bel libro, INCHIESTA SU GESU’, un saggio cattolico ma coraggioso, aperto alla cultura laica e progressista. Poi pian piano ha preso una deriva integralista del tutto inquietante e di destra. Ricordo che in televisione da Augias, parlando della famiglia di Gesù e di Giuseppe in particolare, Messori disse: “Non erano poveri. Lui era un imprenditore
Il famoso cumenda Giuseppe.
Queste ultime affermazioni di Messori mi sembrano orrende, frutto di un delirio da sacrestia invasa da troppo incenso, affermazioni fatte in odio alla cultura laica e liberale, affermazioni che suscitano disgusto.
Una decina di anni fa, nel mio cammino dall’agnosticismo verso la conversione al cristianesimo, Messori fu decisivo a farmi scegliere i valdesi e non i cattolici.”

A mia volta io, ricordando di aver letto quel libro, risposi direttamente a Luciano così:

“A me quel libro non piacque. Nel linguaggio, sembrava anche quello fatto a posta per non fare capire fino in fondo, ma soprattutto nel contenuto. La cosa che mi colpisce molto leggendo il tuo commento è che a me ha fatto l’effetto opposto: ero già da tempo sulla via dell’agnosticismo e se c’è stato un fattore che mi ha dato la spinta definitiva, forse è stato quel libro.

Concordo sul resto del tuo commento.”

E subito dopo così:

”Sono andato a rivedere quel libro. Piccolo lapsus, s’intitola “IPOTESI SU GESU’”. Ed. SEI, 1975. Ho scoperto che ero arrivato a pag. 166 (su 312, la metà). C’è ancora un segnalibro dell’epoca. Sì, l’avevo trovato pesante. Sarebbe da rileggerlo, ma sinceramente vorrei dare la precedenza a quello di Augias che mi pare s’intitoli proprio “INCHIESTA SU GESU’”.

Ora ho deciso di concludere brevemente il nostro dialogo in questo mio blog, sulla scia delle sensazioni che mi ha suscitato la ripresa in mano di quel libro e la strana (non poi così tanto) metamorfosi che ha fatto non solo Messori, ma, mi rendo conto, anche il sottoscritto. E allora continuo a dialogare con Luciano dalla “mia postazione”.

“Hai ragione tu, Luciano! A rileggere spizzicando qua e là, quel libro in realtà è bello; bellissimo se confrontato con il contenuto dell’intervista citata da caramella. Evidentemente trent’anni fa (ho sbagliato a digitare: ’76 non ‘75) non ero nelle condizioni per apprezzarlo. Io ero giovane, tu giovanissimo, ma hai saputo vedere meglio tu. Non c’è dubbio.
Rileggendo la prefazione di Lucio Lombardo Radice, mi è sembrato poco fa di immaginare noi due: io nei panni del “vecchio” L. L. Radice, tu in quelli del giovane V. Messori che, con le dovute proporzioni, ma con la stessa affabilità e con la stessa amicizia, dialogavamo brevemente sul tema che ricorre spesso nei blog che frequentiamo: “Gesù, era Uomo o Dio?” E ho capito ancora meglio una cosa che già avevo in mente: che noi due siamo su due binari diversi che però corrono vicinissimi. Basterebbe un solo piccolo scambio e ci troveremmo sulla stessa “linea”. Su cosa si possa basare questo scambio? Domanda da cento milioni! E’ lì il mistero! E’ lì che L. Radice e Messori, come Irnerio e Luciano quasi si sfiorano, ma non si toccano e forse non si toccheranno mai.
COS’È CHE LO IMPEDISCE? Questa è la difficile domanda che mi faccio e che ti faccio, amico Luciano”


(Ringrazio caramella fondente per lo spunto.)


6 commenti:

caramella-fondente ha detto...

Ognuno di noi è unico e irripetibile....forse siete simili, ma diversi come ognuno di noi lo è....io comunque sono contenta di averti in qualche modo stimolato.....ciao Irnerio
Se poi vuoi un mio parere..........(ma non vorrei peccare di presunzione)

Irnerio ha detto...

Certo, caramella, che lo voglio un tuo parere!
Presunzione? Da quando in qua è diventata presunzione dire liberamente quello che si pensa su qualsiasi argomento, fosse anche sui rapporti personali tra noi amici di blog?
Per esempio, volete dire la vostra sui "difficili rapporti" di queste ore tra me e Lorenzo? Dite pure, per me non c'è problema.
Forse è meglio che smetta di fare lo spititoso con Lorenzo altrimenti va a finire che si arrabbia veramente e mi mena (speriamo solo virtualmente).
Nessuno di noi, credo, ha niente da nascondere agli altri da un punto di vista bloggistico, o no?

A proposito, sarò serio: Lorenzo ha, o ha avuto, qualche difficoltà a commentare qui da me, e mi ha chiesto se anche altri ne hanno avuti. A me non risulta, ma che ne so, se non me lo dite voi io non me accorgo.

caramella-fondente ha detto...

Vieni sul mio blog Irnerio....forse troverai il motivo per cui non vuoi cadere nel dogma....Fausto M., un ex-prete ha commentato sul mio blog, ho riportato sul mio blog il suo commento e ho riportato una lettera che lui ha scritto al papa....penso che troverai molte risposte.....
Tu hai una consapevolezza istintiva, è questa che ti può contraddistinguere da altri........per molti la saggezza è vista come pazzia!

Anonimo ha detto...

Sono Luciano / Idefix. Vorrei segnalarti l'articolo di oggi (sul Corriere) di Messori. Il tema sono le tasse, la Chiesa cattolica e le tasse.
Non ti anticipo nulla.
Solo, prima di leggere prenditi un Malox. O un Alkaselzer.

irnerio ha detto...

Caro Luciano, in effetti sono un po' debole di stomaco, ma dopo la striscia rossa dedicata al prete "rinco" di Berlusconi sono immune da voltastomachi e nausee.

Ho letto, e da sì nobile e autorevole consiglio deduco che dovrò riprendere l'ormai dimenticato dovere cattolico della confessione. Se non altro per farmi dire dal parroco quant'è il "giusto" che devo denunciare di irpef. Ma ho paura che mi dica di dare tutto in beneficienza alla parrocchia, più l'8x1000 ovviamente.

(A onor del vero il mio parroco è una bravissima persona e seppure in conflitto, diciamo così, sul fronte della fede, andiamo d'accordo quasi in tutto.)

P.S. Avrai sicuramente letto l'articolo di Nicola Cacace sull'Unità. Per tutta risposta mi piacerebbe farlo leggere a Messori che denuncia sprechi e ruberie ma tralascia di parlare di evasione e di dire che non siamo il paese che paga più tasse, checché ne dica Bossi, suo degno ispiratore (o viceversa?).
Io sono del parere che se all'italiano medio gli fai pagare solo 10 euro di tasse, troverebbe il modo di evadere anche quelli.

rekopurl ha detto...

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