26 maggio 2008

EMANUELE SELLA: A...DMIRADO ĈE L' EKVIDO

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EMANUELE SELLA: AM...MIRAZIONE A PRIMA VISTA
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Emanuele Sella

Patra amo mi devus diri, konsiderinte ke Emanuele, pro sia juna ago, povus esti mia filo.

Por kiuj neniam scius pri li, Emanuele Sella estas knabo de 27 jaroj de la provinco de Viĉenco, kiu ekde 2004-a estas biciklisto profesiulo. Unu de protagonistoj de aktuala 91a eldono de Bicikla rondiro de Italio, hodiaŭ alveninta al 16a etapo.

Mi tuj "ekamis" lin pro sia vizaĝo de purema, modesta, grandanima knabo, fortega en la supreniroj, kun koro granda tiel.

Kaj pleje, laŭ mia humila opinio, ĝis nun ne sufiĉe estimita rilate sia valoro.

Hieraŭ kaj antaŭhieraŭ, post la pasinta malbelaj misfortunoj, li disfrakasis ĉiujn sur la Dolomitoj, kaj mia feliĉo de admiranto estas nur duaranga kompare sia mema feliĉo.

Li estas jam matematike, kaj do tre anticipe, venkisto de speciala klasifiko por la granda "Grimpopremio".

Hodiaŭ, 16-an etapon, krutega kontraŭtempa biciklogrimpado longa 14 km.: ebenigitaj stratoj, supreniroj kun deklivecoj de 24%, niveldiferenco de ĉirkaŭ 1100 m...

Do, kion faris hodiaŭ la “verda koboldo de la montaj arbaroj” sur la Plan de Corones?

Domaĝe! Pro ekarto de 6 sekundoj, "nur"... la dua.

DANKON EMANUELE!
MI EGE A...DMIRAS VIN.

Deksesa etapo / Sedicesima tappa:
San Vigilio di Marebbe - Plan de Corones


Amore paterno dovrei dire, dato che Emanuele per la sua giovane età, potrebbe essere mio figlio.

Per chi non sapesse nulla di lui, Emanuele Sella è un ragazzo di 27 anni della provincia vicentina, che dal 2004 è ciclista professionista. Uno dei protagonisti dell'attuale 91a edizione del Giro d'Italia giunto oggi alla 16a tappa.

L'ho "amato" da subito per la sua faccia di ragazzo pulito, modesto, generoso, fortissimo nelle salite, con un cuore grande così.

E soprattutto, secondo il mio modesto parere, finora non apprezzato per quello che vale.

Ieri e l'altro ieri, dopo gli scorsi brutti colpi di sfiga, ha sbaragliato tutti sulle Dolomiti, e la mia felicità di tifoso è stata seconda soltanto alla sua.

Egli è già matematicamente vincitore, e con largo anticio, della speciale classifica del "Gran premio della montagna".

Oggi 16a tappa, cronoscalata durissima di 14 km.: strade sterrate, salite con pendenze fino al 24%, dislivello di quasi 1100 metri...

Ebbene, che cosa ha fatto oggi il “folletto verde dei boschi di montagna” sul Plan de Corones?

Peccato! Per 6 secondi "soltanto"... secondo.

GRAZIE EMANUELE!

TI AM...MIRO MOLTISSIMO.

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19 maggio 2008

ONI IMPLIKIS MIN EN BLOGLUDO. MI ESPERAS SUKCESE FARI ĜIN

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MI HANNO COINVOLTO IN UN BLOGGIOCO. SPERO DI SAPERLO FARE. (*)
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Per me l'imbarazzo della scelta di indicare personaggi di romanzi o di film che mi hanno colpito non è minore di questo fatto di essere stato invitato a partecipare a un gioco in rete di quelli che vanno di moda e che raramente mi incuriosiscono. E mai finora mi hanno coinvolto. Tuttavia avendone visti di molto peggiori e trattandosi di una nomination proveniente da una delle mie più care amiche di blog: Cristiana – dicolamia, non mi posso assolutamente rifiutare. Specie dopo quella sviolinata finale letta nel suo post, tanto esagerata quanto immeritata.
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Ordunque, se ho capito bene devo indicare il nome di un personaggio donna di cui mi innamorrerei. Bene! Scelgo, non fosse altro perché è la protagonista dell'ultimo romanzo letto, la misteriosa signora autrice della telefonata, involontariamente "spiata" a causa di un'interferenza, sulla quale s'impernia tutta la vicenda poliziesca, ambientata nella Venezia di oggi e raccontata in "Il ponte della solita ora" dall'ottimo scrittore veneziano Alberto Ongaro. Un autore segnalatomi da un suo amico, scrittore egli stesso e grande intenditore; Luciano Comida.

Alberto Ongaro

La misteriosa signora protagonista, una volta identificata, risponderà al nome della giovane e bellissima Baronessa Frederika von Klausen che ...... nel finale verrà scagionata dall'accusa di aver ucciso l'amante con il quale aveva scambiato le ultime parole “spiate” al telefono. La salverà proprio Francesco Soria, il musicista che per caso aveva udito confusamente la sua concitata telefonata. E che non poteva non subire (inutilmente, chissà?) il suo fascino.

Quando una donna bella è raccontata da un autore/affabulatore coinvolgente e raffinato come Ongaro, il suo fascino diviene letterariamente irresistibile.
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Per quanto riguarda il Cinema mi viene in mente il bellissimo “La ballata di un soldato“ del regista russo Grigorij Cuchraj, anno 1959. L'ho visto nel '60 e a quel tempo avevo... beh, potete immaginare, avevo l'età dei primi amori.

Cito dal Morandini:Il viaggio di un soldatino russo in licenza premio che va a riabbracciare la mamma.


Dopo un convenzionale prologo bellico, il racconto
raggiunge il suo clima di schietto e semplice lirismo. Commovente (anche troppo), coinvolgente, un po' demagogico, ma sincero nel formulare il suo messaggio pacifista. Bravi attori, bravissime attrici e un notevole senso del paesaggio.”


Žanna Prochorenko

Alëša (Aljosha - Vladimir Ivašov) l'eroico protagonista, durante la licenza s'innamora di una bella ragazza, Šura (Shura - Žanna Prochorenko, di cui mi innamorai anch'io guardando il film), ma il suo breve viaggio si trasforma anche in una tragica scoperta degli orrori della guerra (dal Merenghetti: “...il soldato mutilato che ha vergogna di tornare a casa, la moglie che tradisce il marito al fronte, la difficoltà di instaurare un rapporto d'amore...”)

Le drammatiche vicende della II guerra mondiale colpiranno spietatamente anche i due innamorati.
La bella
Shura, il suo Aljosha purtroppo, non lo rivedrà.


Berlino 1945

Posso esimermi dal nominare altri giocatori? Anche perché finirei per nominare molti di quelli già coinvolti.

(Aggiornamento del 19 - 5 / ore 16,00)

(*) Ebbene sì, cara CRISTIANA, ci ho ripensato.
Se questo gioco, non certo stupido, ha tra i suoi scopi quello di rendere omaggio agli amici di blog che più si stimano, allora anch'io devo NOMINARNE qualcuno.
Non importa se l'hanno già fatto altri o se resteranno fuori persone che stimo tanto quanto queste che vado ad elencare:


ARTEMISIA
TEREZA
ZAUBEREI

FINAZIO

LORENZO

NICOLA

(e fuori concorso:)

CARAMELLA F.
PAOLA d. g.

LUCIANO
SCIPIONE

Posso esimermi..., emh..., dall'obbligo di "notifica" delle mie nominations?
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17 maggio 2008

Sinjoroj: PIERO ANGELA kaj ANDREA CAMILLERI

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Signori: PIERO ANGELA e ANDREA CAMILLERI
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CHE SUBLIME GODURIA!!

QUESTA SERA A "CHE TEMPO CHE FA"
CON PIERO ANGELA (che ha parlato anche di AURELIO PECCEI) E ANDREA CAMILLERI
OSPITI DI FABIO FAZIO

Piero Angela

Ĵurnalisto TV -Aŭtoro kaj
popula
riganto de sciencaj programoj.
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Giornalista TV - Autore e
divulgatore di programmi scientifici.


Poi dice uno che la
TV è tutta da buttare!

Non Tutta. Chi l'ha già
buttata non sa cosa si è perso.
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Andrea Camilleri

Eksa aŭtoro kaj reĝisoro TV -
Hodiaŭ aŭtoro de policaj sukcesaj romanoj.
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Ex autore e regista TV -Oggi autore
di romanzi polizieschi di successo.

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(*) La trasmissione di questa sera dovrebbe valere da attenuante per Fabio Fazio dopo l'orrendo delitto da lui commesso nell'aver intervistato Marco Travaglio, sabato scorso. Ma, con certi attuali Ministri dei beni e delle attività culturali, ho il timore che invece peserà come un'aggravante per la sua condanna.
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8 maggio 2008

NI ESTAS UTOPIISTOJ, SED... PLI BONE UTOPIISTOJ OL SUBAĈETITAJ - VIN ARMU DE PACIENCO KAJ LEGU ĈI TIE.

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NOI SAREMO UTOPISTI, MA... MEGLIO UTOPISTI CHE VENDUTI - ARMATEVI DI PAZIENZA E LEGGETE QUI.
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Da Marco Menghini Presidente GEM (Gruppo Esperantista Marchigiano): esperantisti-marchigiani@yahoogroups.com
http://ufficiostampagem.blogspot.com/

"Vi trascrivo, qui sotto, l'ordine del giorno proposto da Claudio Mari e approvato dal Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino.
Un caloroso ringraziamento a Claudio a nome mio personale e per conto del nostro Gruppo."

ORDINE DEL GIORNO PROPOSTO DAL CONSIGLIERE CLAUDIO MARI E APPROVATO IL 28/4/08

Il Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino

Premesso che

- il Politecnico di Torino ha soppresso il corso di laurea in "ingegneria tessile" di Biella tenuto in italiano sostituendolo con un analogo corso tenuto in lingua inglese,

- nella sede di Vercelli il corso di laurea di "ingegneria elettronica" dal secondo anno sarà tenuto esclusivamente in lingua inglese,

- per il primo corso di suddetta laurea, come per gli altri corsi in cui vi sia l´opzione italiano/inglese i cittadini italiani che sceglieranno l´inglese non pagheranno le tasse universitarie, mentre quelli che opteranno per l´italiano pagheranno la tassa (1500 euro),


considerato che

- è aberrante e inaccettabile questa istigazione all´abbandono della propria lingua madre,

- l´introduzione dell´inglese come lingua privilegiata nelle scuole e università italiane ridurrà l´italiano a lingua di secondo rango intaccando alle fondamenta il patrimonio culturale, sociale ed economico dello Stato Italiano, mandando al macero generazioni di italiani che hanno creduto e si sono battuti per un´Italia unita e consapevole,

- in breve tempo verrà persa la capacità di comprendere oltre 700 anni di letteratura italiana e la storia che ne fa parte; i tanti che nel mondo studiano l´italiano non solo per avvicinasi al nostro grande patrimonio di cultura umanistica , ma anche alle conoscenze scientifiche che sottendono alle produzioni italiane il cui prestigio è noto in tutto il mondo, senza parlare della qualità della vita che rende l´Italia fra i paesi più ammirati e vivibili, abbandonerebbero ben presto la lingua di Dante e Boccaccio; le stesse produzioni italiane avrebbero un calo di prestigio, come del resto il turismo,

- il passo conseguente, la scelta dell´inglese come lingua ufficiale di comunicazione in ambito europeo condannerebbe l´Italia a una evidente marginalità, mentre il vantaggio goduto nei concorsi dai parlanti inglese come lingua madre, determinerebbe una classe dirigente europea prevalentemente anglosassone;

- tutto ciò è palesemente inaccettabile e infatti la Comunità Europea sostiene il multilinguismo e la parità linguistica fra i diversi popoli che la compongono, mentre l´ONU ha proclamato il 2008 anno della tutela delle diversità linguistiche,

- tutto ciò, forse, non risolve il problema della necessità una lingua neutra di comunicazione in ambito comunitario, che pertanto non può però essere una lingua che avvantaggia qualcuno a sfavore della maggioranza,

- se si vuole favorire l´interculturalità dei giovani, è d´altro canto possibile organizzare corsi paritari fra stati diversi con scambio di docenti,


tutto ciò premesso

- si criticano le scelte discriminatorie nei confronti della lingua italiana del Politecnico di Torino.

- si invitano le istituzione universitarie presenti nella provincia a evitare esperienze del tipo sopra descritte se non in un accordo strettamente paritario.

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

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Da: Andrea Fontana fontanaandrea@fastwebnet.it
A:
ARCI ESPERANTO arciesperanto@googlegroups.com; CIRCOLO ESPERANTISTA MILANESE esperantomi@infinito.it; ESPERANTISTI ITALIANI esperantisti-italiani@yahoogroups.com; ILEI-IT (Lega internazionale Insegnanti di Esperanto- It) ilea@googlegroups.com;

Congresso ARCI-EO

(Dibattito sull'Esperanto ascoltabile in rete)

Anno internazionale delle lingue: l'Esperanto è una lingua che salva le lingue materne dall'estinzione?

Hanno dibattuto il tema: Andrea Gilardoni, professore di Storia e Filosofia; Nicola Ruggiero, poeta e studente di interlinguistica. Sono intervenuti anche i membri dell'Arci Esperanto Andrea Montagner , Marco Picasso e Andrea Fontana. Il dibattito si è svolto in occasione del secondo congresso di Arci Esperanto (www.arciesperanto. it), ad Assago (MI), Domenica 3 Maggio 2008.

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LA REGISTRAZIONE AUDIO DELL'EVENTO PUO' ESSERE ASCOLTATA ALLE PAGINE:

www.ipernity. com/doc/ancxjo. pac-horano/ 1935818/in/ album/46975 (prima parte)

www.ipernity. com/doc/28233/ 1936043/in/ album/46975? from=1935818 (seconda parte)
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Visitate anche "Radio Anĉjo Esperanto", alla pagina:

http://www.ipernity .com/doc/ ancxjo.pac- horano/album/ 46975?from= 1935818

Nelle foto: Il banchetto del GEM alla fiera di S. Ciriaco di Ancona

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Ricevo oggi venerdì 9 maggio da Marco Menghini Presidente GEM:
Per un multilinguismo giusto nell'Unione Europea.

"Senza la lingua internazionale Esperanto non ci può essere multilinguismo giusto nell'Unione Europea.

Funerale di stato o festa solenne per il multilinguismo europeo? E' difficile dirlo guardando a quello che si svolgerà domani, 10 maggio 2008, a Firenze, nella prestigiosa sede dell'Accademia della Crusca in cui si incontreranno molti personaggi ufficiali italiani e stanieri, compreso il Commissario Europeo al multilinguismo, Leonardo Orban, in un convegno particolarmente solenne per celebrare i cinquanta anni del primo regolamento sulle lingue in Europa.

Quando venne emanato quel primo regolamento si dichiarò solennemente che eravamo tutti uguali in Europa ed eguali erano le nostre lingue e le nostre culture. Adesso l'ultimo Rapporto preparato per la Commissione da Amin Maalouf, anch'egli presente al convegno, dà per scontato che l'Inglese sia la lingua franca che tutti gli europei debbono studiare e poi, a titolo di consolazione, aggiunge: però sarebbe bello se ogni europeo, oltre a parte l'Inglese, studiasse bene, anzi perfettamente, una seconda lingua del cuore. In sostanza sarebbe bello se un italiano studiasse benissimo il Bulgaro, un altro il Maltese, ecc. Si tratta, evidentemente di castelli in aria per mascherare la dura realtà sulla terra. Già oggi un cittadino italiano che paga le tasse come ogni altro cittadino europeo, se vuol fare un concorso per essere assunto a Bruxelles, lo deve fare in Inglese, in Francese o in Tedesco. E' chiaro che non lo vincerà mai. Anche al convegno di domani a Firenze, le traduzioni dei discorsi verranno fatte solo verso l'Italiano e l'Inglese, lingua evidentemente ufficiale nel Granducato di Toscana.

L'unica cosa di cui a Bruxelles nessuno vuol sentire parlare è la soluzione giusta rappresentata dalla lingua internazionale Esperanto. Lanciato nel 1887 come progetto di lingua ausiliaria per la comunicazione internazionale, e sviluppatosi rapidamente in una lingua viva e ricca di espressività, l´Esperanto funziona già da oltre un secolo. E' l'unica lingua che assicura la parità linguistica tra tutti, perché non appartiene a nessuno. Oggi lo parlano forse due milioni di persone in tutto il mondo, lo usa il Papa per gli auguri di Pasqua e di Natale e la Radio Vaticana per trasmissioni regolari, ma anche Radio Pechino, ed anzi la Cina ha accompagnatori ufficiali degli atleti o dei visitatori parlanti anche in Esperanto. (*)


Ma non parlano già tutti Inglese, come anche sottolinea il rapporto? Certo l'Inglese è oggi una realtà, ma cent'anni fa l'impressione era che tutti parlassero già Francese ed incomincia a farsi strada la sensazione che tra poco tutti parleranno Cinese. L'Esperanto obbedisce ad un'altra logica: essenzialmente l'eguaglianza tra tutti gli uomini, le loro culture e le loro lingue.

L'Esperanto in Italia, come pure negli altri paesi europei, è, comunque vivo e vegeto ed è stato proposto quest'anno.per il Premio Nobel per la Pace

La Federazione Esperantista Italiana (FEI), con la sezione giovanile IEJ (Itala Esperanto-Junularo, Gioventù Esperantista Italiana), è un ente morale con D.P.R. n. 1720 del 28.6.1956, senza fini di lucro e finanziato esclusivamente dai propri soci o da enti pubblici (per specifiche iniziative), che si occupa di diffondere la lingua pianificata Esperanto in Italia." (**)

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Federazione Esperantista Italiana - FEI

Via Villoresi, 38, 20143 Milano

www.esperanto.it

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(*) Anche RADIO ROMA-RAI International fino a pochi mesi fa aveva, fra gli altri, un bravissimo "radioparolisto" (lo speaker Antonio De Salvo - un giorno forse pubblicherò un suo testo che tratta dettagliatamente di questa interessante storia) che diffondeva nel mondo i principali notiziari in Esperanto. Poi la RAI, per non dare l'impressione di essere troppo gentile con gli esperantisti sparsi per il mondo, e troppo generosa con chi tra essi avesse voluto conoscere meglio l'Italia, ha pensato bene di chiudere le trasmissioni dopo oltre 70 anni di attività.

(**)
Questo aricolo, speditomi dall'amico Marco Menghini senza indicare l'autore, a giudicare dallo stile e dalla provenienza, sicuramente è stato scritto dal Presidente FEI Renato Corsetti, al quale ho già dedicato un post il 4 aprile scorso.
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Aggiornamento a oggi 11 maggio:

Ricevo all'indirizzo: "
esperantisti-marchigiani@yahoogroups.com":

""COMUNICATO STAMPA- Aldo Grassini (Vicepresid. FEI - n.d.s.) in RAI a parlare della lingua Esperanto e del Premio Zamenhof di Ancona.

http://www.radio.rai.it/grparlamento/archivio.cfm
(Selezionare "GR Parlamento delle ore 8" e spostare il cursore audio a circa metà corsa, al minuto 18°,50 per centrare l'inizio dell'intervista ad A. Grassini)


Al GR Parlamento delle ore 8 di domenica 11 maggio, Aldo Grassini è intervenuto sulla lingua Esperanto e sul Premio "Zamenhof le voci della pace" che si tiene ad Ancona. La giornalista RAI Mariù Safier chiede a Grassini come è nato l´Esperanto e se oggi può considerarsi un´utopia in un mondo dilaniato da guerre e con sempre nuove barriere ed incomprensioni, "L´Esperanto è tuttora attuale ed attuabile. Una lingua comprensibile a tutti e, soprattutto molto facile da apprendere in breve tempo, potrebbe essere un vero traguardo. Certamente ciò ridimensionerebbe poteri ed influenze... Basti solo pensare all´uso della lingua inglese nell´informatica." Grassini accenna poi al fatto che la Federazione Mondiale dell´Esperanto non ha certamente rinunciato o ha archiviato i propri propositi. Alla Safier Aldo Grassini indica perché la Federazione Esperantista Italiana (F.E.I.) ha istituito il Premio di Ancona, intitolato al nome e alla figura dell´ideatore dell´Esperanto Ludovico Lazzaro Za­menhof (1859/1917). Il Premio, giunto alla sesta edizione, viene infatti assegnato ogni anno a cittadini italiani che si sono distinti per l´impegno alla cooperazione e alla reciproca comprensione fra i popoli, nel rispetto delle diversità e in nome di una sincera vocazione alla pace, all´amicizia fra i popoli e alla tutela delle culture e delle lingue cosiddette minori. Tra i premiati degli ultimi anni Tiziano Terzani, Claudio Abbado, Luca Zingaretti, Moni Ovadia, Ennio Remondino, Gianfranco D´Anna, Manuela Dviri.

Ancona, 8 maggio 2008

Aldo Grassini (maldekstre) kun iuj membroj de Estraro de la EMG (2005)
Aldo Grassini (a sin.) con alcuni membri del Direttivo del GEM (2005)

Ufficio Stampa, "Premio Zamenhof le voci della pace": Marisa Verducci - Lorenzo Morini, Ancona""
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8 aprile 2008

LA TUTA ESPERANTO DE LA PREZIDANTO ______ ((por specifa utiligo de neesperantistoj))

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Tutto L'Esperanto del Presidente
((ad uso e consumo dei non esperantisti))

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Intervista di Davide Zingone* al Prof. Renato Corsetti

E’ con immenso piacere che ospitiamo stavolta sulle pagine del Babylon Café una delle massime autorità mondiali in fatto di Esperanto, il Professor Renato Corsetti, Presidente della FEI (Federazione Esperantista Italiana) ed ex presidente dell’UEA (Associazione Esperantista Universale), che ci ha gentilmente rilasciato questa intervista.
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Nel suo discorso in occasione dell’apertura del 92° Congresso Universale, tenutosi a Jokohama, si domandava: “C’è ancora posto in questo mondo per l’Esperanto?” Ma qual è la situazione attuale dell’Esperanto nel mondo?

La situazione attuale dell'esperanto nel mondo e' migliore di quanto non fosse in passato.
Attualmente ci sono due elementi che vanno attentamente
considerati. L'Esperanto marcia a tappe forzate nel sud del mondo. Chi volesse rendersi conto di che cosa e' l'esperanto in Asia non ha che da partecipare al prossimo congresso asiatico di Esperanto a Bangalore in India nel prossimo febbraio. Oppure potrebbe partecipare alle giornate di studio durante le prossime vacanze di Pasqua a Rumonge, cittadina sul lago Tanganyika.
L'altro fattore è la rete. Il mondo esperantista è in continuo fermento ed aumento perché la gente trova l'Esperanto in rete, se lo impara e chatta senza più pagare tessere alle organizzazioni esperantiste tradizionali. Non si riesce più a sapere quanti e dove sono gli esperantisti. Perfino in Second Life, Seconda Vita, ci sono molti avatar che siedono tutti attenti davanti ad un altro avatar che fa lezione di Esperanto.

E in Italia a che punto siamo? So che c’è in atto una polemica con RAI International, che ha deciso di tagliare le trasmissioni di notiziari in 26 lingue, tra le quali anche quella in Esperanto.

In Italia, come in tutti i paesi della Unione Europea, speriamo nell'Europa. L'Europa solennemente dichiara ad ogni pie' sospinto che vuole preservare la ricchezza del multilingusimo, ma come può farlo se non con l'Esperanto, lingua neutrale e creata apposta per proteggere tutte le lingue e tutti i diritti linguistici di tutti? A parte questa semi-battuta, il movimento italiano è vivo e combattivo. Basta dare un'occhiata a www.esperanto.it per rendersene conto. La polemica con la RAI è vera e mostra come l'attuale governo non sappia che cosa fare in questo campo. Da un lato si cercano di vendere le nostre merci nei Balcani, in Cina e nei paesi arabi e dall'altra si tagliano le trasmissioni in quelle lingue o in Esperanto, che erano ascoltate in tutto il mondo. Ma, si sa, i politici cambiano ed i problemi restano. Per ora stiamo insistendo perché le trasmissioni in tutte le lingue siano riprese in rete, con costi molto contenuti.

Ha da poco aperto il blog www.linguaeuropea.blog.com sul problema attualissimo e, a mio parere, spesso troppo turpemente sottovalutato, della lingua comune europea. L’intervento dello psicologo svizzero Claude Piron contro l’inglese, una lingua meno semplice di quanto la si voglia dipingere e imposta più da ragioni economico-politiche che da reale convenienza, è estremamente condivisibile. Ma lei pensa che ci siano effettivamente margini per aprire un dibattito democratico sulla lingua dell’Europa, o la battaglia contro lo strapotere della lingua di Albione è persa in partenza?

La vera battaglia non è contro l'inglese ma contro coloro che corrono sempre ad aiutare il vincitore. Voglio dire che molti nostri connazionali italiani o europei si fanno in quattro per far dimenticare che sono nati a Bisceglie e per accreditare il fatto che loro sono a loro agio solo se possono parlare in inglese. Ma come tutti i collaborazionisti alla fine della guerra perdono e sono rapidissimi a voltare gabbana. Adesso l'inglese è la lingua dei più forti, ma una volta era il francese, e già si annuncia all'orizzonte il cinese (che si comincia ad insegnare nelle scuole inglesi). La storia non è finita e noi stiamo sempre qui a contrastare lo strapotere del forte del momento. Comunque la battaglia non è così senza speranza come può sembrare. L'unica volta che ci fu un voto al parlamento sull'Esperanto (si trattava solo di un possibile esperimento), il 40% votò a favore. Non è poco.

Resta il fatto, non di poco conto, che nella tradizionale benedizione Urbi et Orbi, il Papa Benedetto XVI saluta la folla anche in Esperanto, di fatto riconoscendogli la dignità di lingua a tutti gli effetti. E prima di lui lo aveva fatto Papa Wojtila. Ma quali sono i rapporti tra la Chiesa e il movimento esperantista?

Molto buoni. L'Esperanto va d'accordo con tutte le ideologie, dall'ecumenismo cattolico all'internazionalismo proletario. L'unica ideologia con la quale l'Esperanto non va d'accordo è il nazionalismo, che nega l'uguaglianza fra uomini e popoli. La Radio Vaticana trasmette in Esperanto da decenni e continua a farlo. Molti papi si sono espressi a favore dell'Esperanto. Il movimento esperantista cattolico è forte. Non ci sono problemi su questo fronte.

I detrattori dell’Esperanto spesso lo conoscono poco o niente e non sono veramente addentro ai problemi della linguistica. Ma quali sono i reali difetti dell’Esperanto, visti dal di dentro?

Oste, è buono il vino? Si, veramente è buono. L'Esperanto è una lingua che funziona e non vi ha trovato difetti nemmeno Umberto Eco, che l'ha studiato e ne tratta nel suo libro "La ricerca della lingua perfetta", né Tullio De Mauro, che ha scritto una prefazione per una grammatica di Esperanto.
Certamente, come per tutte le lingue, per impararla bisogna studiarla un po’, non tanto ma un po’ si. Non si tratta di una di quelle lingue miracolose, ripetutamente annunciate, che tutti gli europei colti possono capire senza studiare. E' una lingua originale, con un lessico prevalentemente europeo ed una grammatica semplice e senza eccezioni prevalentemente agglutinante.

E’ sotto gli occhi di tutti che l’esplosione di Internet ha modificato la nostra vita. Gli esperantisti sono stati tra i primi ad approfittare dei potenti mezzi di divulgazione e di visibilità che la rete offre, con corsi on-line, blogs e forums di discussione. Ma tutto ciò è sufficiente per raggiungere gli scopi che il movimento esperantista si prefigge? Cosa si può ancora fare per dare ulteriore visibilità al progetto di Zamenhof?

Moltissimo si potrebbe ancora fare. Di internet ho già detto sopra. Certamente se gli attivisti fossero un po' di più, mi riferisco all'Italia, si potrebbe pensare ad azioni di informazione più organizzate con gazebo in tutte le città, e simili. Anche in rete, se ci fossero i mezzi, si potrebbero moltiplicare le pagine, che già, comunque, in Wikipedia ad esempio, se la battono con lingue forti come il turco o lo svedese.

E’ auspicabile in un prossimo futuro vedere l’insegnamento dell’Esperanto nelle scuole elementari italiane, come già avviene in alcuni Paesi dell’Est europeo, anche considerando i suoi indubbi vantaggi propedeutici nell’apprendimento successivo di altre lingue?

La proposta di legge del deputato Andrea Colasio dal titolo “Disposizioni per la difesa della diversità linguistico-culturale e per l'affermazione di valori di pace, democrazia e progresso attraverso la promozione e l'insegnamento della lingua internazionale Esperanto” è in attesa di discussione. Si tratta della proposta 129 del 28 aprile 2006.

Il suo oggetto e' semplice:

"All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, le parole: «introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea» sono sostituite dalle seguenti: «introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea o della lingua internazionale Esperanto»."

In sostanza si tratta di aprire la possibilità all'Esperanto di essere insegnato in tutte le scuole. Speriamo che dopo la finanziaria si passi all'esame di molte altre proposte giacenti al Parlamento.

Spesso ai non esperantisti sfugge il fatto che l’Esperanto è una lingua concreta, efficace ed efficiente, spesso più duttile di altre lingue “etniche” per esprimere sfumature e significati. Oltre a giornali e riviste, esiste in Esperanto una considerevole produzione di musica che attraversa un po’ tutti i generi, dal rock al pop, passando per l’etnico. Ed esiste una fiorente letteratura, che accosta alle traduzioni dalle lingue “nazionali” una produzione originale importante. Anzi, qualche anno fa il poeta esperantista scozzese William Auld è stato addirittura candidato al Nobel. Qual è il suo giudizio sulla letteratura originale in Esperanto?

La letteratura originale in Esperanto è sicuramente la concretizzazione della lingua e della cultura dei suoi parlanti sparsi in tutto il mondo. E' incredibile l'intreccio di idee che permette una lingua in cui un autore brasiliano scrive per lettori italiani o giapponesi e viceversa. Io personalmente trovo altrettanto utile la letteratura tradotta in Esperanto dalle varie lingue del mondo. Senza Esperanto io non avrei mai letto il Kalevala finlandese o "Il cavaliere con la pelle di tigre" del medioevo georgiano. Se uno non parla Esperanto è condannato a leggere Dan Brown e solo quello per tutta la vita.

Oggi è Presidente della FEI (Federazione Esperantista Italiana) dopo aver ricoperto per anni il ruolo di Presidente dell’UEA (Associazione Esperantista Universale). Ma come è stato il suo personale incontro con l’Esperanto? Quando ha deciso di farlo diventare un elemento importante della sua vita?

In un tempo molto lontano. Era il mitico 1968, ed io mi resi conto che l'Esperanto era non solo una lingua ma anche un mezzo per liberare il mondo dall'oppressione linguistico-culturale dei forti sui deboli. E lo credo ancora.
In sostanza l'avevo studiato per interessi linguistici, poi l'ho continuato a praticare per interessi socio-politici. Nel frattempo ho sposato una moglie inglese con la quale parliamo da sempre in Esperanto, il che non guasta.

In conclusione, il suo saluto in esperanto ai lettori del Babylon Cafè.

Gxis revido en www.esperanto.it

(Arrivederci in www.esperanto.it )

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(*) Dal sito “Babylon cafè” - http://www.babyloncafe.eu/Corsetti.htm

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19 marzo 2008

SENIGALIO (AN) – HODIAŬ KOMENCIS LA 32-A INTERNACIA FESTIVALO DE ESPERANTISTAJ GEJUNULOJ, ORGANIZITA FARE DE LA “IEJ” (ITALA ESPERANTISTA JUNULARO).

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Senigallia (AN) – E' iniziato oggi il 32° Festival Internazionale dei Giovani Esperantisti, organizzato dalla “iej” (Gioventù esperantista italiana).
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Il nuovo Consiglio direttivo della IEJ
"Una fresca e giovanissima generazione ha preso
le briglie della nostra orgenizzazione giovanile con
lo scopo di rivitalizzare le attività nel nostro Paese"

Ekde hodiaŭ la19-a, ĝis lundo la 24-a de marto, tie ĉi en Senigalio, ĉe la HOTELO STELO (orienta marborda strato Leonardo da Vinci) – disponigita far la esperantista amiko LEONARDO BARUCCA – oni disvolviĝas la 32-a INTERNACIA FESTIVALO DE ESPERANTISTAJ GEJUNULOJ pri la temo:

2008 INTERNACIA JARO DE LINGVOJ – defioj kaj perspektivoj.

Neripetebla ŝanco por ĉiuj; por ni aliĝintoj al la EMG (Esperantista Marka Grupo), sed ĉefe por la gejunuloj kiuj gravitas ĉirkaŭe al la Grupo kaj por la markaj kaj italaj gejunuloj neesperantistoj kiuj volas scivoli kaj koni.

Estas grupo, la EMG, pli kaj pli ĉirkaŭita per “atentemoj” (bonŝance ankaŭ junecaj) danke al la prestiĝo kaj al senlaca laboro de siaj ĉefreprezentantoj, du de kiuj estas anoj de nacia Estraro de IEF: Prof. Aldo Grassini (Vicprezidanto IEF) kaj la Prezidanto de la mema EMG Marco Menghini (sen forgesi la sekretariinon de EMG Aleksandra Grassini); kiujn mi neniam ĉesos citi kaj de kiuj mi fieras esti amiko kjaj skolano.

Mi sendas specialan dankon al ĉiuj la organizantoj kaj al siaj kunlaborantoj, inter kiuj elstaras iuj entuziasmaj junuloj (unu de kiuj: Massimo Ripani, estas ano de nacia Estraro de “iej”) kiuj multe klopodis
ĉi tie organizante tiun ĉi esperantan eventon.

Aldo Grassini (maldekstre) kun iuj membroj de Estraro de la EMG (2005)
Aldo Grassini (a sin.) con alcuni membri del Direttivo del GEM (2005)

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Da oggi 19, fino a lunedì 24 marzo, qui a Senigallia, presso l'ALBERGO STELLA (lungomare di levante Leonardo da Vinci) – messo a disposizione dall'amico esperantista LEONARDO BARUCCA – si svolge il 32° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOVANI ESPERANTISTI sul tema:

2008 ANNO INTERNAZIONALE DELLE LINGUE - sfide e prospettive.

Un'occasione irripetibile per tutti; per noi iscritti al GEM (Gruppo Esperantista Marchigiano), ma soprattutto per i giovani che gravitano intorno al Gruppo e per i giovani non esperantisti marchigiani e italiani che vogliono curiosare e conoscere.

Un gruppo, il GEM, sempre più circondato di "attenzioni” (fortunatamente anche giovanili) grazie al prestigio e al lavoro infaticabile dei suoi massimi rappresentanti, due dei quali membri del Direttivo nazionale FEI: il Prof. Aldo Grassini (Vicepresidente FEI) e il Presidente del GEM stesso Marco Menghini (senza dimenticare la segretaria del GEM Alessandra Grassini); i quali non mi stancherò mai di citare e dei quali mi onoro di essere amico ed allievo.

Un grazie particolare a tutti gli organizzatori e ai loro collaboratori, tra i quali spiccano alcuni giovani entusiasti (uno dei quali: Massimo Ripani, è membro del Direttivo nazionale “iej”) che si sono dati da fare moltissimo per questa occasione organizzando qui da noi questo evento esperantista.

Dopo gli elogi e i ringraziamenti a chi di dovere,

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Ecco il programma provvisorio che sarà di volta in volta arricchito!

(Jen la provizora programo kiu estos iom post iom riĉigita!)

Il programma

Ogni giorno

  • Colazione 08:00-10:00 (*)

  • Pranzo 12:30-13:45 (*)

  • Cena 19:30-20:45 (*)

  • Programma notturno:

    • Gufujo (sala da the)

    • Bar

  • Giochi

* Gli orari potrebbero subire cambiamenti.

19 Mercoledì

  • Accettazione

  • Inaugurazione solenne

  • Serata dell'amicizia

20 Giovedì

  • Nino VESSELLA Changamano

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Cucina colombiana

  • Massimo RIPANI Il linguaggio sportivo

  • Roberto TRESOLDI "Impara in fretta le lingue straniere"

  • Davide ASTORI Storia dell'alfabeto

  • Jorge TARDUCCI Argentina

  • Gunter NEUE Sudoku

  • Gunther NEUE Esperanto II

  • Sport in spiaggia

  • Elina KORYAK Pittura musicale

  • Nicola RUGGIERO Presentazione della raccolta di poesie "Taglibro de nenifaranto" Hip-Hop

  • CHI VUOL ESSERE MILIONARIO? Quiz

  • Stefo SCHNEIDER Canzoni accompagnate da chitarra

  • Discoteca DĴ Bender'

  • Gufujo artistica "Poesia Italiana"

  • Sangria al bar

21 Venerdì

  • Marino CURNIS Viaggio per il mondo

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Giulia DI LUCCA Corso di cucina

  • Roberto TRESOLDI Apprendimento rapido delle lingue

  • Nino VESSELLA Bao (gioco)

  • Fabio Bettani Informatica

  • Davide ASTORI L'antico alfabeto egiziano

  • Davide Astori Lingua italiana

  • Gunther NEUE Esperanto II

  • Michael Boris MANDIROLA kaj Julia HEDOUX Ratman é €“ Progetto ROMEO

  • Nicoletta VENCO Arte di palloncini

  • Renato CORSETTI Esperanto, lingua (non) etnica

  • Festival internazionale culturale e culinario

  • Elina Koryak Corso di lingua russa

  • Gunter NEUE Mazi en Gondolando

  • Piero NISSIM Canti yiddisch

  • ĜANFRANKO MOLLE Canzoni di De Andrè¨

  • Gufujo Artistica

  • Bar Argentino

22 Sabato

  • Escursione Giornaliera Urbino

Coloro che non parteciperanno all'escursione e resteranno nella sede del festival potranno comunque partecipare a conferenze od andare a fare il bagno:

  • Anna Loewenstein Esperanto I

  • Corso di lingua russa

  • Elina KORYAK Pittura musicale

  • Fabio Bettani Lingue pianificate

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Mario MIGLIUCCI Teatro "Doktoro Esperanto"

  • JOMO Musica Libertaria

  • Discoteca DĴ Bender

23 Domenica

  • Istituto Italiano di Esperanto Esami

  • Francesco LORENZON Internet ed Esperanto

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Roberto TRESOLDI Apprendimento rapido delle lingue

  • Flaviano TARDUCCI Viaggio in Argentina

  • Gunther NEUE Perline

  • Davide Astori Antico Egizio

  • Gunther NEUE Esperanto II

  • Davide Astori Lingua italiana

  • IEJ Assemblea Annuale

  • Anna LOWENSTEIN Harry Potter

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Hip-Hop

  • Gunter NEUE Domande di Stile

  • Pastro Duilio MAGNANI Santa Messa

  • MAMA AFRIKA Musica Reggae

  • LE FATE RIBELLI Rock Italiano

  • Gufujo

  • Bar e Zabaione

24 Lunedì

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Roberto TRESOLDI Apprendimento rapido delle lingue

  • Braille e comunicazione scritta per non vedenti

  • Anna LOWENSTEIN Tolkien e le sue lingue

  • Nicoletta VENCO Arte di palloncini

  • Hip-Hop

  • Gunter NEUE Esperanto II

  • Orchestra di Castelfidardo - Concerto di fisarmoniche

  • Nino VESSELLA Esperanto e Swahili

  • Gunther NEUE Perline

  • Gunter NEUE Mazi en Gondolando

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Serata Internazionale

  • Karaoke

  • Mate in Gufujo

  • Sangria al bar

25 Martedì

  • Partenza

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2 marzo 2008

CONSIDERANTE KE, LA NUNA JARO, ĈE MIA FLANKO MI HAVAS UNESKO-N KAJ UNO-N, PERMESU AL MI INSISTI...

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Visto che quest'anno ho dalla mia parte l'UNESCO e l'ONU, permettetemi di insistere...
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“2008 - Okazo ne preterlasinda”

(Artikolo de Renato Corsetti (aktuala Prezid. IEF).
El: “L'esperanto” - Revuo de Itala Esperanto-Federacio; novembro/decembro 2007.)


“La Ĝenerala Asembleo de Unuiĝintaj Nacioj deklaris la jaron 2008-an Internacia Jaro de Lingvoj. Ĉi tiu deklaro sekvas antaŭan deklaron de Unesko pri la sama temo. Unesko, kiel ni scias, de longa tempo interesiĝas pri ĉi tiuj temoj.
Tio, kio interesas nin, tamen estas, ke post la linio pri la deklaro ni trovas ankaù klaran inviton (en la itala traduko havebla de IEF):


Invita gli Stati Membri, gli organi delle Nazioni Unite, e tutti gli altri interessati a sviluppare, sostenere e intensificare le attività il cui scopo sia quello di creare rispetto, promozione e protezione per tutte le lingue (in particolare per quelle minacciate), e di promuovere la diversità linguistica e il multilinguismo.

(N. d. t.: Invitas la Anojn Ŝtatojn, la organizojn de Unuiĝintaj Nacioj, kaj ĉiujn aliajn koncernatojn, disvolvi, insiste aserti kaj intensigi aktivadojn kies ĉelo estu krei respekton, promovon kaj protekton por ĉiuj lingvoj (specife por tiuj minacitaj), kaj antaŭenpuŝi lingvan diversecon kaj plurlingvecon)

Ne necesas klarigi kial ĉi tiu deklaro estas grava por ni. Ĝi rediras tion, kion ni mem diris dum pli ol jarcento: ĉiuj lingvoj estas same valoraj kaj ĉiujn oni devas protekti.
Ĉar tio estas la celo de Esperanto; ni povas nun en nia ĉiutaga agado por Esperanto utiligi ankaŭ la temo, ke ni laboras laŭ la rekomendoj de UN en ĉi tiu kampo.

En la jaro 2008-a revenas ankaŭ la 60-a jaro de la aprobo de la Deklaro pri Homaj Rajtoj. Ni esperantistoj havas la okazon utiligi ankaŭ tion por substreki ke lingvaj homaj rajtoj estas esenca parto de la Homaj Rajtoj.

Konkrete, kion ni faru:

- IEF provas aranĝi nacinivelan kunvenon (amaso da babilado kun gravuloj, eble artikoloj en ĵurnaloj, eble duonan minuton en televidaj dissendoj);

- la lokaj grupoj mendu ĉe IEF la informan materialon pri la jaro 2008 (flugfolio pri la deklaro, flugfolio pri la deklaro kaj Esperanto, flugfolio pri lingvaj homaj rajtoj, kaj tiel plu);

- ili nepre aranĝu unu kunvenon por la membroj, en kiu oni parolas pri tiu temo kaj disdonas la materialon almenaŭ al la propraj membroj, sed ĉefe unu kunvenon pri la jaro, se eble kun aliaj asocioj, por la neesperantista publiko. Se oni povas fari ion alian, oni faru. La ĝenerala celo estas montri ke Esperanto estas parto de tre pli granda afero (kaj allogi homojn al la kurso. . . .kiel kutime). Komencu noti en via taglibro du datojn por la venonta jaro (2008 – n. d. t.):

21-a de februaro, tago de la patrina lingvo, kaj 26-a de septembro, eŭropa tago de lngvoj.

En tiuj tagoj ĉiuj grupoj devus aranĝi ion por neesperantistoj. Decidu vi tion, kion vi volas kaj povas aranĝi. Mi diru fine, ke ni ekzistas nur se ni sukcesas alparoli la neesperantistojn. La esperantistoj jam scias ĉion.”

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“2008 - Occasione da non perdere”

(Articolo di Renato Corsetti (attuale Presid. della FEI).
Da: “L'esperanto” - periodico della Federazione Esperantista Italiana; novembre/dicembre 2007.)


"L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2008 Anno Internazionale delle Lingue. Questa dichiarazione segue una precedente dichiarazione dell'Unesco sullo stesso tema. L'Unesco, come noi sappiamo, da molto tempo si occupa di questo tipo di argomenti.
Però ciò che a noi interessa è che, al di là dei princìpi della dichiarazione, noi raccogliamo un esplicito invito (nella traduzione italiana curata dalla FEI):

Invita gli Stati Membri, gli organi delle Nazioni Unite, e tutti gli altri interessati a sviluppare, sostenere e intensificare le attività il cui scopo sia quello di creare rispetto, promozione e protezione per tutte le lingue (in particolare per quelle minacciate), e di promuovere la diversità linguistica e il multilinguismo.

Non è necessario sottolineare quanto sia importante per noi questa dichiarazione. Essa ribadisce ciò che noi stessi diciamo da più di un secolo: tutte le lingue sono ugualmente preziose e tutte vanno protette.

Perché è questo lo scopo dell'Esperanto; noi adesso, nella nostra azione quotidiana in favore dell'Esperanto, possiamo anche giovarci del fatto che, in questo campo, lavoriamo secondo le raccomandazioni dell'ONU.

Nel 2008 ricorre anche il 60° anniversario della promulgazione della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Noi esperantisti abbiamo quindi l'occasione per sottolineare che i diritti linguistici fanno parte dei Diritti Universali dell'Uomo.

Cosa dobbiamo fare concretamente:

- la FEI può organizzare un convegno nazionale (un insieme di conferenze con personalità importanti, possibilmente articoli sui giornali, magari mezzo minuto di informazione televisiva);

- i gruppi locali richiedano alla FEI il materiale informativo relativo all'anno 2008 (stampato riproducente la dichiarazione, manifestino sulla dichiarazione e sull'Esperanto, volantino sui diritti umani relativi alla lingue, ecc.);

-essi organizzino inderogabilmente un convegno tra i propri membri nel quale si discuta dell'argomento e si distribuisca il materiale almeno tra i propri membri, ma soprattutto un convegno sul 2008 rivolto ai non esperantisti, possibilmente insieme alle altre associazioni. Se si può fare qualcos'altro lo si faccia. La finalità ultima è quella di dimostrare che l'Esperanto è parte di un ideale molto più grande (e coinvolgere persone nel percorso... come consuetudine). Iniziate con prendere nota nella vostra agenda di due date per il prossimo anno (2008 – n. d. t.):

21 febbraio, giornata della lingua madre, e 26 settembre, giornata europea delle lingue.

In quei giorni tutti i gruppi dovrebbero organizzare qualcosa da proporre ai non esperantisti. Decidete voi cosa volete e potete proporre. Io vorrei dire infine che noi esistiamo soltanto se riusciamo a destare l'interesse dei non esperantisti. Gli esperantisti queste cose le sanno già.”