17 maggio 2008

Sinjoroj: PIERO ANGELA kaj ANDREA CAMILLERI

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Signori: PIERO ANGELA e ANDREA CAMILLERI
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CHE SUBLIME GODURIA!!

QUESTA SERA A "CHE TEMPO CHE FA"
CON PIERO ANGELA (che ha parlato anche di AURELIO PECCEI) E ANDREA CAMILLERI
OSPITI DI FABIO FAZIO

Piero Angela

Ĵurnalisto TV -Aŭtoro kaj
popula
riganto de sciencaj programoj.
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Giornalista TV - Autore e
divulgatore di programmi scientifici.


Poi dice uno che la
TV è tutta da buttare!

Non Tutta. Chi l'ha già
buttata non sa cosa si è perso.
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Andrea Camilleri

Eksa aŭtoro kaj reĝisoro TV -
Hodiaŭ aŭtoro de policaj sukcesaj romanoj.
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Ex autore e regista TV -Oggi autore
di romanzi polizieschi di successo.

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(*) La trasmissione di questa sera dovrebbe valere da attenuante per Fabio Fazio dopo l'orrendo delitto da lui commesso nell'aver intervistato Marco Travaglio, sabato scorso. Ma, con certi attuali Ministri dei beni e delle attività culturali, ho il timore che invece peserà come un'aggravante per la sua condanna.
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8 maggio 2008

NI ESTAS UTOPIISTOJ, SED... PLI BONE UTOPIISTOJ OL SUBAĈETITAJ - VIN ARMU DE PACIENCO KAJ LEGU ĈI TIE.

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NOI SAREMO UTOPISTI, MA... MEGLIO UTOPISTI CHE VENDUTI - ARMATEVI DI PAZIENZA E LEGGETE QUI.
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Da Marco Menghini Presidente GEM (Gruppo Esperantista Marchigiano): esperantisti-marchigiani@yahoogroups.com
http://ufficiostampagem.blogspot.com/

"Vi trascrivo, qui sotto, l'ordine del giorno proposto da Claudio Mari e approvato dal Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino.
Un caloroso ringraziamento a Claudio a nome mio personale e per conto del nostro Gruppo."

ORDINE DEL GIORNO PROPOSTO DAL CONSIGLIERE CLAUDIO MARI E APPROVATO IL 28/4/08

Il Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino

Premesso che

- il Politecnico di Torino ha soppresso il corso di laurea in "ingegneria tessile" di Biella tenuto in italiano sostituendolo con un analogo corso tenuto in lingua inglese,

- nella sede di Vercelli il corso di laurea di "ingegneria elettronica" dal secondo anno sarà tenuto esclusivamente in lingua inglese,

- per il primo corso di suddetta laurea, come per gli altri corsi in cui vi sia l´opzione italiano/inglese i cittadini italiani che sceglieranno l´inglese non pagheranno le tasse universitarie, mentre quelli che opteranno per l´italiano pagheranno la tassa (1500 euro),


considerato che

- è aberrante e inaccettabile questa istigazione all´abbandono della propria lingua madre,

- l´introduzione dell´inglese come lingua privilegiata nelle scuole e università italiane ridurrà l´italiano a lingua di secondo rango intaccando alle fondamenta il patrimonio culturale, sociale ed economico dello Stato Italiano, mandando al macero generazioni di italiani che hanno creduto e si sono battuti per un´Italia unita e consapevole,

- in breve tempo verrà persa la capacità di comprendere oltre 700 anni di letteratura italiana e la storia che ne fa parte; i tanti che nel mondo studiano l´italiano non solo per avvicinasi al nostro grande patrimonio di cultura umanistica , ma anche alle conoscenze scientifiche che sottendono alle produzioni italiane il cui prestigio è noto in tutto il mondo, senza parlare della qualità della vita che rende l´Italia fra i paesi più ammirati e vivibili, abbandonerebbero ben presto la lingua di Dante e Boccaccio; le stesse produzioni italiane avrebbero un calo di prestigio, come del resto il turismo,

- il passo conseguente, la scelta dell´inglese come lingua ufficiale di comunicazione in ambito europeo condannerebbe l´Italia a una evidente marginalità, mentre il vantaggio goduto nei concorsi dai parlanti inglese come lingua madre, determinerebbe una classe dirigente europea prevalentemente anglosassone;

- tutto ciò è palesemente inaccettabile e infatti la Comunità Europea sostiene il multilinguismo e la parità linguistica fra i diversi popoli che la compongono, mentre l´ONU ha proclamato il 2008 anno della tutela delle diversità linguistiche,

- tutto ciò, forse, non risolve il problema della necessità una lingua neutra di comunicazione in ambito comunitario, che pertanto non può però essere una lingua che avvantaggia qualcuno a sfavore della maggioranza,

- se si vuole favorire l´interculturalità dei giovani, è d´altro canto possibile organizzare corsi paritari fra stati diversi con scambio di docenti,


tutto ciò premesso

- si criticano le scelte discriminatorie nei confronti della lingua italiana del Politecnico di Torino.

- si invitano le istituzione universitarie presenti nella provincia a evitare esperienze del tipo sopra descritte se non in un accordo strettamente paritario.

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

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Da: Andrea Fontana fontanaandrea@fastwebnet.it
A:
ARCI ESPERANTO arciesperanto@googlegroups.com; CIRCOLO ESPERANTISTA MILANESE esperantomi@infinito.it; ESPERANTISTI ITALIANI esperantisti-italiani@yahoogroups.com; ILEI-IT (Lega internazionale Insegnanti di Esperanto- It) ilea@googlegroups.com;

Congresso ARCI-EO

(Dibattito sull'Esperanto ascoltabile in rete)

Anno internazionale delle lingue: l'Esperanto è una lingua che salva le lingue materne dall'estinzione?

Hanno dibattuto il tema: Andrea Gilardoni, professore di Storia e Filosofia; Nicola Ruggiero, poeta e studente di interlinguistica. Sono intervenuti anche i membri dell'Arci Esperanto Andrea Montagner , Marco Picasso e Andrea Fontana. Il dibattito si è svolto in occasione del secondo congresso di Arci Esperanto (www.arciesperanto. it), ad Assago (MI), Domenica 3 Maggio 2008.

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LA REGISTRAZIONE AUDIO DELL'EVENTO PUO' ESSERE ASCOLTATA ALLE PAGINE:

www.ipernity. com/doc/ancxjo. pac-horano/ 1935818/in/ album/46975 (prima parte)

www.ipernity. com/doc/28233/ 1936043/in/ album/46975? from=1935818 (seconda parte)
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Visitate anche "Radio Anĉjo Esperanto", alla pagina:

http://www.ipernity .com/doc/ ancxjo.pac- horano/album/ 46975?from= 1935818

Nelle foto: Il banchetto del GEM alla fiera di S. Ciriaco di Ancona

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Ricevo oggi venerdì 9 maggio da Marco Menghini Presidente GEM:
Per un multilinguismo giusto nell'Unione Europea.

"Senza la lingua internazionale Esperanto non ci può essere multilinguismo giusto nell'Unione Europea.

Funerale di stato o festa solenne per il multilinguismo europeo? E' difficile dirlo guardando a quello che si svolgerà domani, 10 maggio 2008, a Firenze, nella prestigiosa sede dell'Accademia della Crusca in cui si incontreranno molti personaggi ufficiali italiani e stanieri, compreso il Commissario Europeo al multilinguismo, Leonardo Orban, in un convegno particolarmente solenne per celebrare i cinquanta anni del primo regolamento sulle lingue in Europa.

Quando venne emanato quel primo regolamento si dichiarò solennemente che eravamo tutti uguali in Europa ed eguali erano le nostre lingue e le nostre culture. Adesso l'ultimo Rapporto preparato per la Commissione da Amin Maalouf, anch'egli presente al convegno, dà per scontato che l'Inglese sia la lingua franca che tutti gli europei debbono studiare e poi, a titolo di consolazione, aggiunge: però sarebbe bello se ogni europeo, oltre a parte l'Inglese, studiasse bene, anzi perfettamente, una seconda lingua del cuore. In sostanza sarebbe bello se un italiano studiasse benissimo il Bulgaro, un altro il Maltese, ecc. Si tratta, evidentemente di castelli in aria per mascherare la dura realtà sulla terra. Già oggi un cittadino italiano che paga le tasse come ogni altro cittadino europeo, se vuol fare un concorso per essere assunto a Bruxelles, lo deve fare in Inglese, in Francese o in Tedesco. E' chiaro che non lo vincerà mai. Anche al convegno di domani a Firenze, le traduzioni dei discorsi verranno fatte solo verso l'Italiano e l'Inglese, lingua evidentemente ufficiale nel Granducato di Toscana.

L'unica cosa di cui a Bruxelles nessuno vuol sentire parlare è la soluzione giusta rappresentata dalla lingua internazionale Esperanto. Lanciato nel 1887 come progetto di lingua ausiliaria per la comunicazione internazionale, e sviluppatosi rapidamente in una lingua viva e ricca di espressività, l´Esperanto funziona già da oltre un secolo. E' l'unica lingua che assicura la parità linguistica tra tutti, perché non appartiene a nessuno. Oggi lo parlano forse due milioni di persone in tutto il mondo, lo usa il Papa per gli auguri di Pasqua e di Natale e la Radio Vaticana per trasmissioni regolari, ma anche Radio Pechino, ed anzi la Cina ha accompagnatori ufficiali degli atleti o dei visitatori parlanti anche in Esperanto. (*)


Ma non parlano già tutti Inglese, come anche sottolinea il rapporto? Certo l'Inglese è oggi una realtà, ma cent'anni fa l'impressione era che tutti parlassero già Francese ed incomincia a farsi strada la sensazione che tra poco tutti parleranno Cinese. L'Esperanto obbedisce ad un'altra logica: essenzialmente l'eguaglianza tra tutti gli uomini, le loro culture e le loro lingue.

L'Esperanto in Italia, come pure negli altri paesi europei, è, comunque vivo e vegeto ed è stato proposto quest'anno.per il Premio Nobel per la Pace

La Federazione Esperantista Italiana (FEI), con la sezione giovanile IEJ (Itala Esperanto-Junularo, Gioventù Esperantista Italiana), è un ente morale con D.P.R. n. 1720 del 28.6.1956, senza fini di lucro e finanziato esclusivamente dai propri soci o da enti pubblici (per specifiche iniziative), che si occupa di diffondere la lingua pianificata Esperanto in Italia." (**)

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Federazione Esperantista Italiana - FEI

Via Villoresi, 38, 20143 Milano

www.esperanto.it

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(*) Anche RADIO ROMA-RAI International fino a pochi mesi fa aveva, fra gli altri, un bravissimo "radioparolisto" (lo speaker Antonio De Salvo - un giorno forse pubblicherò un suo testo che tratta dettagliatamente di questa interessante storia) che diffondeva nel mondo i principali notiziari in Esperanto. Poi la RAI, per non dare l'impressione di essere troppo gentile con gli esperantisti sparsi per il mondo, e troppo generosa con chi tra essi avesse voluto conoscere meglio l'Italia, ha pensato bene di chiudere le trasmissioni dopo oltre 70 anni di attività.

(**)
Questo aricolo, speditomi dall'amico Marco Menghini senza indicare l'autore, a giudicare dallo stile e dalla provenienza, sicuramente è stato scritto dal Presidente FEI Renato Corsetti, al quale ho già dedicato un post il 4 aprile scorso.
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Aggiornamento a oggi 11 maggio:

Ricevo all'indirizzo: "
esperantisti-marchigiani@yahoogroups.com":

""COMUNICATO STAMPA- Aldo Grassini (Vicepresid. FEI - n.d.s.) in RAI a parlare della lingua Esperanto e del Premio Zamenhof di Ancona.

http://www.radio.rai.it/grparlamento/archivio.cfm
(Selezionare "GR Parlamento delle ore 8" e spostare il cursore audio a circa metà corsa, al minuto 18°,50 per centrare l'inizio dell'intervista ad A. Grassini)


Al GR Parlamento delle ore 8 di domenica 11 maggio, Aldo Grassini è intervenuto sulla lingua Esperanto e sul Premio "Zamenhof le voci della pace" che si tiene ad Ancona. La giornalista RAI Mariù Safier chiede a Grassini come è nato l´Esperanto e se oggi può considerarsi un´utopia in un mondo dilaniato da guerre e con sempre nuove barriere ed incomprensioni, "L´Esperanto è tuttora attuale ed attuabile. Una lingua comprensibile a tutti e, soprattutto molto facile da apprendere in breve tempo, potrebbe essere un vero traguardo. Certamente ciò ridimensionerebbe poteri ed influenze... Basti solo pensare all´uso della lingua inglese nell´informatica." Grassini accenna poi al fatto che la Federazione Mondiale dell´Esperanto non ha certamente rinunciato o ha archiviato i propri propositi. Alla Safier Aldo Grassini indica perché la Federazione Esperantista Italiana (F.E.I.) ha istituito il Premio di Ancona, intitolato al nome e alla figura dell´ideatore dell´Esperanto Ludovico Lazzaro Za­menhof (1859/1917). Il Premio, giunto alla sesta edizione, viene infatti assegnato ogni anno a cittadini italiani che si sono distinti per l´impegno alla cooperazione e alla reciproca comprensione fra i popoli, nel rispetto delle diversità e in nome di una sincera vocazione alla pace, all´amicizia fra i popoli e alla tutela delle culture e delle lingue cosiddette minori. Tra i premiati degli ultimi anni Tiziano Terzani, Claudio Abbado, Luca Zingaretti, Moni Ovadia, Ennio Remondino, Gianfranco D´Anna, Manuela Dviri.

Ancona, 8 maggio 2008

Aldo Grassini (maldekstre) kun iuj membroj de Estraro de la EMG (2005)
Aldo Grassini (a sin.) con alcuni membri del Direttivo del GEM (2005)

Ufficio Stampa, "Premio Zamenhof le voci della pace": Marisa Verducci - Lorenzo Morini, Ancona""
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8 aprile 2008

LA TUTA ESPERANTO DE LA PREZIDANTO ______ ((por specifa utiligo de neesperantistoj))

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Tutto L'Esperanto del Presidente
((ad uso e consumo dei non esperantisti))

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Intervista di Davide Zingone* al Prof. Renato Corsetti

E’ con immenso piacere che ospitiamo stavolta sulle pagine del Babylon Café una delle massime autorità mondiali in fatto di Esperanto, il Professor Renato Corsetti, Presidente della FEI (Federazione Esperantista Italiana) ed ex presidente dell’UEA (Associazione Esperantista Universale), che ci ha gentilmente rilasciato questa intervista.
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Nel suo discorso in occasione dell’apertura del 92° Congresso Universale, tenutosi a Jokohama, si domandava: “C’è ancora posto in questo mondo per l’Esperanto?” Ma qual è la situazione attuale dell’Esperanto nel mondo?

La situazione attuale dell'esperanto nel mondo e' migliore di quanto non fosse in passato.
Attualmente ci sono due elementi che vanno attentamente
considerati. L'Esperanto marcia a tappe forzate nel sud del mondo. Chi volesse rendersi conto di che cosa e' l'esperanto in Asia non ha che da partecipare al prossimo congresso asiatico di Esperanto a Bangalore in India nel prossimo febbraio. Oppure potrebbe partecipare alle giornate di studio durante le prossime vacanze di Pasqua a Rumonge, cittadina sul lago Tanganyika.
L'altro fattore è la rete. Il mondo esperantista è in continuo fermento ed aumento perché la gente trova l'Esperanto in rete, se lo impara e chatta senza più pagare tessere alle organizzazioni esperantiste tradizionali. Non si riesce più a sapere quanti e dove sono gli esperantisti. Perfino in Second Life, Seconda Vita, ci sono molti avatar che siedono tutti attenti davanti ad un altro avatar che fa lezione di Esperanto.

E in Italia a che punto siamo? So che c’è in atto una polemica con RAI International, che ha deciso di tagliare le trasmissioni di notiziari in 26 lingue, tra le quali anche quella in Esperanto.

In Italia, come in tutti i paesi della Unione Europea, speriamo nell'Europa. L'Europa solennemente dichiara ad ogni pie' sospinto che vuole preservare la ricchezza del multilingusimo, ma come può farlo se non con l'Esperanto, lingua neutrale e creata apposta per proteggere tutte le lingue e tutti i diritti linguistici di tutti? A parte questa semi-battuta, il movimento italiano è vivo e combattivo. Basta dare un'occhiata a www.esperanto.it per rendersene conto. La polemica con la RAI è vera e mostra come l'attuale governo non sappia che cosa fare in questo campo. Da un lato si cercano di vendere le nostre merci nei Balcani, in Cina e nei paesi arabi e dall'altra si tagliano le trasmissioni in quelle lingue o in Esperanto, che erano ascoltate in tutto il mondo. Ma, si sa, i politici cambiano ed i problemi restano. Per ora stiamo insistendo perché le trasmissioni in tutte le lingue siano riprese in rete, con costi molto contenuti.

Ha da poco aperto il blog www.linguaeuropea.blog.com sul problema attualissimo e, a mio parere, spesso troppo turpemente sottovalutato, della lingua comune europea. L’intervento dello psicologo svizzero Claude Piron contro l’inglese, una lingua meno semplice di quanto la si voglia dipingere e imposta più da ragioni economico-politiche che da reale convenienza, è estremamente condivisibile. Ma lei pensa che ci siano effettivamente margini per aprire un dibattito democratico sulla lingua dell’Europa, o la battaglia contro lo strapotere della lingua di Albione è persa in partenza?

La vera battaglia non è contro l'inglese ma contro coloro che corrono sempre ad aiutare il vincitore. Voglio dire che molti nostri connazionali italiani o europei si fanno in quattro per far dimenticare che sono nati a Bisceglie e per accreditare il fatto che loro sono a loro agio solo se possono parlare in inglese. Ma come tutti i collaborazionisti alla fine della guerra perdono e sono rapidissimi a voltare gabbana. Adesso l'inglese è la lingua dei più forti, ma una volta era il francese, e già si annuncia all'orizzonte il cinese (che si comincia ad insegnare nelle scuole inglesi). La storia non è finita e noi stiamo sempre qui a contrastare lo strapotere del forte del momento. Comunque la battaglia non è così senza speranza come può sembrare. L'unica volta che ci fu un voto al parlamento sull'Esperanto (si trattava solo di un possibile esperimento), il 40% votò a favore. Non è poco.

Resta il fatto, non di poco conto, che nella tradizionale benedizione Urbi et Orbi, il Papa Benedetto XVI saluta la folla anche in Esperanto, di fatto riconoscendogli la dignità di lingua a tutti gli effetti. E prima di lui lo aveva fatto Papa Wojtila. Ma quali sono i rapporti tra la Chiesa e il movimento esperantista?

Molto buoni. L'Esperanto va d'accordo con tutte le ideologie, dall'ecumenismo cattolico all'internazionalismo proletario. L'unica ideologia con la quale l'Esperanto non va d'accordo è il nazionalismo, che nega l'uguaglianza fra uomini e popoli. La Radio Vaticana trasmette in Esperanto da decenni e continua a farlo. Molti papi si sono espressi a favore dell'Esperanto. Il movimento esperantista cattolico è forte. Non ci sono problemi su questo fronte.

I detrattori dell’Esperanto spesso lo conoscono poco o niente e non sono veramente addentro ai problemi della linguistica. Ma quali sono i reali difetti dell’Esperanto, visti dal di dentro?

Oste, è buono il vino? Si, veramente è buono. L'Esperanto è una lingua che funziona e non vi ha trovato difetti nemmeno Umberto Eco, che l'ha studiato e ne tratta nel suo libro "La ricerca della lingua perfetta", né Tullio De Mauro, che ha scritto una prefazione per una grammatica di Esperanto.
Certamente, come per tutte le lingue, per impararla bisogna studiarla un po’, non tanto ma un po’ si. Non si tratta di una di quelle lingue miracolose, ripetutamente annunciate, che tutti gli europei colti possono capire senza studiare. E' una lingua originale, con un lessico prevalentemente europeo ed una grammatica semplice e senza eccezioni prevalentemente agglutinante.

E’ sotto gli occhi di tutti che l’esplosione di Internet ha modificato la nostra vita. Gli esperantisti sono stati tra i primi ad approfittare dei potenti mezzi di divulgazione e di visibilità che la rete offre, con corsi on-line, blogs e forums di discussione. Ma tutto ciò è sufficiente per raggiungere gli scopi che il movimento esperantista si prefigge? Cosa si può ancora fare per dare ulteriore visibilità al progetto di Zamenhof?

Moltissimo si potrebbe ancora fare. Di internet ho già detto sopra. Certamente se gli attivisti fossero un po' di più, mi riferisco all'Italia, si potrebbe pensare ad azioni di informazione più organizzate con gazebo in tutte le città, e simili. Anche in rete, se ci fossero i mezzi, si potrebbero moltiplicare le pagine, che già, comunque, in Wikipedia ad esempio, se la battono con lingue forti come il turco o lo svedese.

E’ auspicabile in un prossimo futuro vedere l’insegnamento dell’Esperanto nelle scuole elementari italiane, come già avviene in alcuni Paesi dell’Est europeo, anche considerando i suoi indubbi vantaggi propedeutici nell’apprendimento successivo di altre lingue?

La proposta di legge del deputato Andrea Colasio dal titolo “Disposizioni per la difesa della diversità linguistico-culturale e per l'affermazione di valori di pace, democrazia e progresso attraverso la promozione e l'insegnamento della lingua internazionale Esperanto” è in attesa di discussione. Si tratta della proposta 129 del 28 aprile 2006.

Il suo oggetto e' semplice:

"All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, le parole: «introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea» sono sostituite dalle seguenti: «introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea o della lingua internazionale Esperanto»."

In sostanza si tratta di aprire la possibilità all'Esperanto di essere insegnato in tutte le scuole. Speriamo che dopo la finanziaria si passi all'esame di molte altre proposte giacenti al Parlamento.

Spesso ai non esperantisti sfugge il fatto che l’Esperanto è una lingua concreta, efficace ed efficiente, spesso più duttile di altre lingue “etniche” per esprimere sfumature e significati. Oltre a giornali e riviste, esiste in Esperanto una considerevole produzione di musica che attraversa un po’ tutti i generi, dal rock al pop, passando per l’etnico. Ed esiste una fiorente letteratura, che accosta alle traduzioni dalle lingue “nazionali” una produzione originale importante. Anzi, qualche anno fa il poeta esperantista scozzese William Auld è stato addirittura candidato al Nobel. Qual è il suo giudizio sulla letteratura originale in Esperanto?

La letteratura originale in Esperanto è sicuramente la concretizzazione della lingua e della cultura dei suoi parlanti sparsi in tutto il mondo. E' incredibile l'intreccio di idee che permette una lingua in cui un autore brasiliano scrive per lettori italiani o giapponesi e viceversa. Io personalmente trovo altrettanto utile la letteratura tradotta in Esperanto dalle varie lingue del mondo. Senza Esperanto io non avrei mai letto il Kalevala finlandese o "Il cavaliere con la pelle di tigre" del medioevo georgiano. Se uno non parla Esperanto è condannato a leggere Dan Brown e solo quello per tutta la vita.

Oggi è Presidente della FEI (Federazione Esperantista Italiana) dopo aver ricoperto per anni il ruolo di Presidente dell’UEA (Associazione Esperantista Universale). Ma come è stato il suo personale incontro con l’Esperanto? Quando ha deciso di farlo diventare un elemento importante della sua vita?

In un tempo molto lontano. Era il mitico 1968, ed io mi resi conto che l'Esperanto era non solo una lingua ma anche un mezzo per liberare il mondo dall'oppressione linguistico-culturale dei forti sui deboli. E lo credo ancora.
In sostanza l'avevo studiato per interessi linguistici, poi l'ho continuato a praticare per interessi socio-politici. Nel frattempo ho sposato una moglie inglese con la quale parliamo da sempre in Esperanto, il che non guasta.

In conclusione, il suo saluto in esperanto ai lettori del Babylon Cafè.

Gxis revido en www.esperanto.it

(Arrivederci in www.esperanto.it )

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(*) Dal sito “Babylon cafè” - http://www.babyloncafe.eu/Corsetti.htm

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19 marzo 2008

SENIGALIO (AN) – HODIAŬ KOMENCIS LA 32-A INTERNACIA FESTIVALO DE ESPERANTISTAJ GEJUNULOJ, ORGANIZITA FARE DE LA “IEJ” (ITALA ESPERANTISTA JUNULARO).

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Senigallia (AN) – E' iniziato oggi il 32° Festival Internazionale dei Giovani Esperantisti, organizzato dalla “iej” (Gioventù esperantista italiana).
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Il nuovo Consiglio direttivo della IEJ
"Una fresca e giovanissima generazione ha preso
le briglie della nostra orgenizzazione giovanile con
lo scopo di rivitalizzare le attività nel nostro Paese"

Ekde hodiaŭ la19-a, ĝis lundo la 24-a de marto, tie ĉi en Senigalio, ĉe la HOTELO STELO (orienta marborda strato Leonardo da Vinci) – disponigita far la esperantista amiko LEONARDO BARUCCA – oni disvolviĝas la 32-a INTERNACIA FESTIVALO DE ESPERANTISTAJ GEJUNULOJ pri la temo:

2008 INTERNACIA JARO DE LINGVOJ – defioj kaj perspektivoj.

Neripetebla ŝanco por ĉiuj; por ni aliĝintoj al la EMG (Esperantista Marka Grupo), sed ĉefe por la gejunuloj kiuj gravitas ĉirkaŭe al la Grupo kaj por la markaj kaj italaj gejunuloj neesperantistoj kiuj volas scivoli kaj koni.

Estas grupo, la EMG, pli kaj pli ĉirkaŭita per “atentemoj” (bonŝance ankaŭ junecaj) danke al la prestiĝo kaj al senlaca laboro de siaj ĉefreprezentantoj, du de kiuj estas anoj de nacia Estraro de IEF: Prof. Aldo Grassini (Vicprezidanto IEF) kaj la Prezidanto de la mema EMG Marco Menghini (sen forgesi la sekretariinon de EMG Aleksandra Grassini); kiujn mi neniam ĉesos citi kaj de kiuj mi fieras esti amiko kjaj skolano.

Mi sendas specialan dankon al ĉiuj la organizantoj kaj al siaj kunlaborantoj, inter kiuj elstaras iuj entuziasmaj junuloj (unu de kiuj: Massimo Ripani, estas ano de nacia Estraro de “iej”) kiuj multe klopodis
ĉi tie organizante tiun ĉi esperantan eventon.

Aldo Grassini (maldekstre) kun iuj membroj de Estraro de la EMG (2005)
Aldo Grassini (a sin.) con alcuni membri del Direttivo del GEM (2005)

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Da oggi 19, fino a lunedì 24 marzo, qui a Senigallia, presso l'ALBERGO STELLA (lungomare di levante Leonardo da Vinci) – messo a disposizione dall'amico esperantista LEONARDO BARUCCA – si svolge il 32° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOVANI ESPERANTISTI sul tema:

2008 ANNO INTERNAZIONALE DELLE LINGUE - sfide e prospettive.

Un'occasione irripetibile per tutti; per noi iscritti al GEM (Gruppo Esperantista Marchigiano), ma soprattutto per i giovani che gravitano intorno al Gruppo e per i giovani non esperantisti marchigiani e italiani che vogliono curiosare e conoscere.

Un gruppo, il GEM, sempre più circondato di "attenzioni” (fortunatamente anche giovanili) grazie al prestigio e al lavoro infaticabile dei suoi massimi rappresentanti, due dei quali membri del Direttivo nazionale FEI: il Prof. Aldo Grassini (Vicepresidente FEI) e il Presidente del GEM stesso Marco Menghini (senza dimenticare la segretaria del GEM Alessandra Grassini); i quali non mi stancherò mai di citare e dei quali mi onoro di essere amico ed allievo.

Un grazie particolare a tutti gli organizzatori e ai loro collaboratori, tra i quali spiccano alcuni giovani entusiasti (uno dei quali: Massimo Ripani, è membro del Direttivo nazionale “iej”) che si sono dati da fare moltissimo per questa occasione organizzando qui da noi questo evento esperantista.

Dopo gli elogi e i ringraziamenti a chi di dovere,

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Ecco il programma provvisorio che sarà di volta in volta arricchito!

(Jen la provizora programo kiu estos iom post iom riĉigita!)

Il programma

Ogni giorno

  • Colazione 08:00-10:00 (*)

  • Pranzo 12:30-13:45 (*)

  • Cena 19:30-20:45 (*)

  • Programma notturno:

    • Gufujo (sala da the)

    • Bar

  • Giochi

* Gli orari potrebbero subire cambiamenti.

19 Mercoledì

  • Accettazione

  • Inaugurazione solenne

  • Serata dell'amicizia

20 Giovedì

  • Nino VESSELLA Changamano

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Cucina colombiana

  • Massimo RIPANI Il linguaggio sportivo

  • Roberto TRESOLDI "Impara in fretta le lingue straniere"

  • Davide ASTORI Storia dell'alfabeto

  • Jorge TARDUCCI Argentina

  • Gunter NEUE Sudoku

  • Gunther NEUE Esperanto II

  • Sport in spiaggia

  • Elina KORYAK Pittura musicale

  • Nicola RUGGIERO Presentazione della raccolta di poesie "Taglibro de nenifaranto" Hip-Hop

  • CHI VUOL ESSERE MILIONARIO? Quiz

  • Stefo SCHNEIDER Canzoni accompagnate da chitarra

  • Discoteca DĴ Bender'

  • Gufujo artistica "Poesia Italiana"

  • Sangria al bar

21 Venerdì

  • Marino CURNIS Viaggio per il mondo

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Giulia DI LUCCA Corso di cucina

  • Roberto TRESOLDI Apprendimento rapido delle lingue

  • Nino VESSELLA Bao (gioco)

  • Fabio Bettani Informatica

  • Davide ASTORI L'antico alfabeto egiziano

  • Davide Astori Lingua italiana

  • Gunther NEUE Esperanto II

  • Michael Boris MANDIROLA kaj Julia HEDOUX Ratman é €“ Progetto ROMEO

  • Nicoletta VENCO Arte di palloncini

  • Renato CORSETTI Esperanto, lingua (non) etnica

  • Festival internazionale culturale e culinario

  • Elina Koryak Corso di lingua russa

  • Gunter NEUE Mazi en Gondolando

  • Piero NISSIM Canti yiddisch

  • ĜANFRANKO MOLLE Canzoni di De Andrè¨

  • Gufujo Artistica

  • Bar Argentino

22 Sabato

  • Escursione Giornaliera Urbino

Coloro che non parteciperanno all'escursione e resteranno nella sede del festival potranno comunque partecipare a conferenze od andare a fare il bagno:

  • Anna Loewenstein Esperanto I

  • Corso di lingua russa

  • Elina KORYAK Pittura musicale

  • Fabio Bettani Lingue pianificate

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Mario MIGLIUCCI Teatro "Doktoro Esperanto"

  • JOMO Musica Libertaria

  • Discoteca DĴ Bender

23 Domenica

  • Istituto Italiano di Esperanto Esami

  • Francesco LORENZON Internet ed Esperanto

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Roberto TRESOLDI Apprendimento rapido delle lingue

  • Flaviano TARDUCCI Viaggio in Argentina

  • Gunther NEUE Perline

  • Davide Astori Antico Egizio

  • Gunther NEUE Esperanto II

  • Davide Astori Lingua italiana

  • IEJ Assemblea Annuale

  • Anna LOWENSTEIN Harry Potter

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Hip-Hop

  • Gunter NEUE Domande di Stile

  • Pastro Duilio MAGNANI Santa Messa

  • MAMA AFRIKA Musica Reggae

  • LE FATE RIBELLI Rock Italiano

  • Gufujo

  • Bar e Zabaione

24 Lunedì

  • Anna LOWENSTEIN Esperanto I

  • Roberto TRESOLDI Apprendimento rapido delle lingue

  • Braille e comunicazione scritta per non vedenti

  • Anna LOWENSTEIN Tolkien e le sue lingue

  • Nicoletta VENCO Arte di palloncini

  • Hip-Hop

  • Gunter NEUE Esperanto II

  • Orchestra di Castelfidardo - Concerto di fisarmoniche

  • Nino VESSELLA Esperanto e Swahili

  • Gunther NEUE Perline

  • Gunter NEUE Mazi en Gondolando

  • Daniele DE RUVO Ballo latinoamericano

  • Serata Internazionale

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2 marzo 2008

CONSIDERANTE KE, LA NUNA JARO, ĈE MIA FLANKO MI HAVAS UNESKO-N KAJ UNO-N, PERMESU AL MI INSISTI...

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Visto che quest'anno ho dalla mia parte l'UNESCO e l'ONU, permettetemi di insistere...
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“2008 - Okazo ne preterlasinda”

(Artikolo de Renato Corsetti (aktuala Prezid. IEF).
El: “L'esperanto” - Revuo de Itala Esperanto-Federacio; novembro/decembro 2007.)


“La Ĝenerala Asembleo de Unuiĝintaj Nacioj deklaris la jaron 2008-an Internacia Jaro de Lingvoj. Ĉi tiu deklaro sekvas antaŭan deklaron de Unesko pri la sama temo. Unesko, kiel ni scias, de longa tempo interesiĝas pri ĉi tiuj temoj.
Tio, kio interesas nin, tamen estas, ke post la linio pri la deklaro ni trovas ankaù klaran inviton (en la itala traduko havebla de IEF):


Invita gli Stati Membri, gli organi delle Nazioni Unite, e tutti gli altri interessati a sviluppare, sostenere e intensificare le attività il cui scopo sia quello di creare rispetto, promozione e protezione per tutte le lingue (in particolare per quelle minacciate), e di promuovere la diversità linguistica e il multilinguismo.

(N. d. t.: Invitas la Anojn Ŝtatojn, la organizojn de Unuiĝintaj Nacioj, kaj ĉiujn aliajn koncernatojn, disvolvi, insiste aserti kaj intensigi aktivadojn kies ĉelo estu krei respekton, promovon kaj protekton por ĉiuj lingvoj (specife por tiuj minacitaj), kaj antaŭenpuŝi lingvan diversecon kaj plurlingvecon)

Ne necesas klarigi kial ĉi tiu deklaro estas grava por ni. Ĝi rediras tion, kion ni mem diris dum pli ol jarcento: ĉiuj lingvoj estas same valoraj kaj ĉiujn oni devas protekti.
Ĉar tio estas la celo de Esperanto; ni povas nun en nia ĉiutaga agado por Esperanto utiligi ankaŭ la temo, ke ni laboras laŭ la rekomendoj de UN en ĉi tiu kampo.

En la jaro 2008-a revenas ankaŭ la 60-a jaro de la aprobo de la Deklaro pri Homaj Rajtoj. Ni esperantistoj havas la okazon utiligi ankaŭ tion por substreki ke lingvaj homaj rajtoj estas esenca parto de la Homaj Rajtoj.

Konkrete, kion ni faru:

- IEF provas aranĝi nacinivelan kunvenon (amaso da babilado kun gravuloj, eble artikoloj en ĵurnaloj, eble duonan minuton en televidaj dissendoj);

- la lokaj grupoj mendu ĉe IEF la informan materialon pri la jaro 2008 (flugfolio pri la deklaro, flugfolio pri la deklaro kaj Esperanto, flugfolio pri lingvaj homaj rajtoj, kaj tiel plu);

- ili nepre aranĝu unu kunvenon por la membroj, en kiu oni parolas pri tiu temo kaj disdonas la materialon almenaŭ al la propraj membroj, sed ĉefe unu kunvenon pri la jaro, se eble kun aliaj asocioj, por la neesperantista publiko. Se oni povas fari ion alian, oni faru. La ĝenerala celo estas montri ke Esperanto estas parto de tre pli granda afero (kaj allogi homojn al la kurso. . . .kiel kutime). Komencu noti en via taglibro du datojn por la venonta jaro (2008 – n. d. t.):

21-a de februaro, tago de la patrina lingvo, kaj 26-a de septembro, eŭropa tago de lngvoj.

En tiuj tagoj ĉiuj grupoj devus aranĝi ion por neesperantistoj. Decidu vi tion, kion vi volas kaj povas aranĝi. Mi diru fine, ke ni ekzistas nur se ni sukcesas alparoli la neesperantistojn. La esperantistoj jam scias ĉion.”

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“2008 - Occasione da non perdere”

(Articolo di Renato Corsetti (attuale Presid. della FEI).
Da: “L'esperanto” - periodico della Federazione Esperantista Italiana; novembre/dicembre 2007.)


"L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2008 Anno Internazionale delle Lingue. Questa dichiarazione segue una precedente dichiarazione dell'Unesco sullo stesso tema. L'Unesco, come noi sappiamo, da molto tempo si occupa di questo tipo di argomenti.
Però ciò che a noi interessa è che, al di là dei princìpi della dichiarazione, noi raccogliamo un esplicito invito (nella traduzione italiana curata dalla FEI):

Invita gli Stati Membri, gli organi delle Nazioni Unite, e tutti gli altri interessati a sviluppare, sostenere e intensificare le attività il cui scopo sia quello di creare rispetto, promozione e protezione per tutte le lingue (in particolare per quelle minacciate), e di promuovere la diversità linguistica e il multilinguismo.

Non è necessario sottolineare quanto sia importante per noi questa dichiarazione. Essa ribadisce ciò che noi stessi diciamo da più di un secolo: tutte le lingue sono ugualmente preziose e tutte vanno protette.

Perché è questo lo scopo dell'Esperanto; noi adesso, nella nostra azione quotidiana in favore dell'Esperanto, possiamo anche giovarci del fatto che, in questo campo, lavoriamo secondo le raccomandazioni dell'ONU.

Nel 2008 ricorre anche il 60° anniversario della promulgazione della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Noi esperantisti abbiamo quindi l'occasione per sottolineare che i diritti linguistici fanno parte dei Diritti Universali dell'Uomo.

Cosa dobbiamo fare concretamente:

- la FEI può organizzare un convegno nazionale (un insieme di conferenze con personalità importanti, possibilmente articoli sui giornali, magari mezzo minuto di informazione televisiva);

- i gruppi locali richiedano alla FEI il materiale informativo relativo all'anno 2008 (stampato riproducente la dichiarazione, manifestino sulla dichiarazione e sull'Esperanto, volantino sui diritti umani relativi alla lingue, ecc.);

-essi organizzino inderogabilmente un convegno tra i propri membri nel quale si discuta dell'argomento e si distribuisca il materiale almeno tra i propri membri, ma soprattutto un convegno sul 2008 rivolto ai non esperantisti, possibilmente insieme alle altre associazioni. Se si può fare qualcos'altro lo si faccia. La finalità ultima è quella di dimostrare che l'Esperanto è parte di un ideale molto più grande (e coinvolgere persone nel percorso... come consuetudine). Iniziate con prendere nota nella vostra agenda di due date per il prossimo anno (2008 – n. d. t.):

21 febbraio, giornata della lingua madre, e 26 settembre, giornata europea delle lingue.

In quei giorni tutti i gruppi dovrebbero organizzare qualcosa da proporre ai non esperantisti. Decidete voi cosa volete e potete proporre. Io vorrei dire infine che noi esistiamo soltanto se riusciamo a destare l'interesse dei non esperantisti. Gli esperantisti queste cose le sanno già.”

20 febbraio 2008

Unua MANIFESTADO PRI SENDEPENDECO EL ANGLA LINGVO

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Prima Manifestazione d'indipendenza dalla lingua inglese
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Ricevo dagli amici esperantisti il seguente comunicato (che ho letto purtroppo soltanto ieri sera e non ho avuto il tempo di tradurre):
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Partecipa e fai partecipare, aderisci e fai aderire!

Informa tutti quelli che puoi raggiungere:

Il 21 febbraio l'associazione radicale "Esperanto"

in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre

dalle ore 15 alle ore 17

a Roma davanti all'Ambasciata Britannica in Via XX Settembre angolo Via Palestro

1a MANIFESTAZIONE D'INDIPENDENZA DALLA LINGUA INGLESE

QUANTI CORSI D'INGLESE INUTILI HAI ACQUISTATO SENZA ALCUN ESITO POSITIVO?! PORTIAMOLI IN REGALO IN AMBASCIATA!!

Comunica subito ai nostri recapiti la tua partecipazione o la tua adesione a questa prima manifestazione di liberazione dall'occupazione della lingua inglese.

Se sei interessato, replica al messaggio cancellando la riga di partecipazione qualora tu possa solo aderire:

Sì partecipo alla Manifestazione.
Sì aderisco alla Manifestazione.

In fondo troverai i collegamenti per pubblicizzare a tua volta l'iniziativa: SPOT, VOLANTINO, LOCANDINA.

Oggi, l' utilizzo massificato e sempre più esclusivo della lingua inglese, alla cui conoscenza viene obbligato un numero sempre maggiore di persone e popoli, non solo continua a provocare la perdita di funzionalità e progressiva scomparsa di lingue minoritarie ma rappresenta una forte minaccia per tutte le lingue e per l'intero ecosistema linguistico-culturale della terra: si stima fino al 90-95% la scomparsa delle lingue del mondo entro il secolo.

La questione ci sembra tanto più grave in quanto produce nei Paesi non anglofoni una servitù dai Paesi "produttori" di lingua inglese così come oggi si ha una vera e propria ineluttabile dipendenza in termini di energia dai Paesi produttori di petrolio.

Si tratta di un processo che insieme alla progressiva perdita della propria lingua produce squilibri e discriminazioni sempre maggiori e per certi versi incalcolabili tra Paesi e popoli anglofoni, i quali sempre di più allargano la loro sfera di influenza politica, sociale ed economica sul resto del mondo, e Paesi e popoli non anglofoni, i quali subiscono tale influenza (si vedano in proposito anche le considerazioni di Claude Piron su dotsub.com).

In Italia su mille giovani dai 18 ai 35 anni alla domanda "Ritieni che il sistema linguistico europeo, incentrato sull'uso dell'inglese, possa favorire i giovani di madrelingua inglese, rispetto a tutti gli altri?" hanno risposto, nella maggioranza schiacciante del 73 percento, Sì (fonte Forum Nazionale Giovani).

Per affermare la democrazia linguistica in Europa e nel mondo, per dire "basta" al monopolio linguistico anglofono, per dire "basta" alle discriminazioni linguistiche tra popoli anglofoni e popoli che hanno lingue madri diverse dall'inglese, per dire "basta" alla nuova campagna di colonizzazione linguistica di Gordon Brown nel continente asiatico e che ha l'obiettivo di formare solo in India ben 750.000 docenti-soldato di inglese.

Comunica subito la tua partecipazione o adesione. Convinci la tua organizzazione, la tua scuola o la tua classe a farlo quanto prima!

NON SEI IN ITALIA?

Beh, fai come l'ERA, organizza anche tu il 21 febbraio, nel tuo Paese, iniziative simili davanti ad ambasciate e/o Consolati britannici e/o sedi del British Council!

Ti serve aiuto, ulteriori informazioni? Vuoi sapere come fare?

Chiedi informazioni ai nostri recapiti!


Non hai bisogno di aiuto od ulteriori informazioni?

Dai immediata informazione della tua manifestazione ai nostri recapiti !.

RECAPITI, INFORMAZIONI, SPOT, VOLANTINO, LOCANDINA

ERA Onlus, associazione per il Diritto alla lingua e per la Democrazia linguistica internazionale è in Via di Torre Argentina 76 Roma 00186.

www.democrazialinguistica.it; tel. 0668979.380/308/797, 3490818387; fax 0623312033;
posta el. <info@democrazialinguistica.it>.

Per vedere il messaggio del Primo Ministro inglese Gordon Brown che annuncia ulteriori nuove risorse finanziare al British Council allo scopo di conquistare linguisticamente i mercati asiatici e non solo (sottotitoli in 6 lingue):

http://dotsub.com/films/ukdeclares/index.php

Per vedere le considerazioni di Claude Piron in merito alla sfida linguistica (sottotitoli in 22 lingue):
http://dotsub.com/films/thelanguage/index.php

SPOT

Troverete le due simpatiche versioni ai seguenti collegamenti, è
sufficiente scaricarli e sono pronti per essere trasmessi:
http://www.democrazialinguistica.it/4/spot_ERA_21feb_lungo.mp3
http://www.democrazialinguistica.it/4/spot_ERA_21feb_corto.mp3

VOLANTINO E LOCANDINA

volantino e la locandina da stampare potete trovarli qui:

http://www.democrazialinguistica.it/4/volantino_A4_bn.pdf
http://www.democrazialinguistica.it/4/locandina_A3.pdf

19 dicembre 2007

2008: INTERNACIA JARO PRI DEFENDO DE LINGVAJ DIVERSECOJ

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2008: Anno internazionale per la difesa delle diversità linguistiche
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La esperantistoj de la tutmondo scias ke unu de la plej gravaj celoj kiuj proponiĝis L. L. Zamenhof, kiam en la jaro 1887-a li planis internacian lingvon “ESPERANTO-n”, estis tiu de garantii egalrajtan defendon de lingvaj malsamecoj kaj rajton transvivi por ciuj tutmondaj lingvoj kaj kulturoj.

Nepras insisti pri tio ĉar ekzistas ankoraŭ multegaj homoj en la mondo kiuj kredas ke Esperanto volu sin substituigi al ciuj aliaj naturaj lingvoj.
NENIO ESTAS PLI MALVERA!

Tamen, kvankam memaj homoj tion kredas, ili ne maltrankvili
ĝas kaj nenion faras malgraŭ ke, intertempe, tion ke ili antaŭtimas okazus pro disvastigo de Esperanto je tutplaneda nivelo, estas okazanta anstataŭe pro senkontrasta superrego de unu sola naturetna lingvo kiu malrapide, senindulge kaj, mi aldonu, perforte fagocitos la plejmulton de mondaj lingvoj (kaj kulturoj).

Zamenhof firme asertis defendon de ciuj lingvaj eĉ pli multe ol unu jarcenton antaŭe, kaj Esperanto
ĉefe havas tiun celon. Finfine hodiaŭ asertas saman aferon ankaŭ la plej grandaj internaciaj organizaĵoj kiel ONU kaj UNESKO.
Pli bone malfrue ol neniam!

Jen la mesaĝon disvastigita far S-ro Koïchiro Matsuura, Ĝenerala Directoro de UNESKO (eltirita el “GAZETARAJ KOMUNIKOJ DE UEA; N-ro 274; 2007-12-07”): http://abonu.com/archive/info.komunikoj/200712/07114828.html

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S-ro Koïchiro Matsuura, Ĝenerala Direktoro de Unesko, publikigis mesaĝon pri la celebrado de la Internacia Jaro de Lingvoj en 2008. En ĝi li skizas la ĉefajn idealojn kaj celojn de tiu speciala jaro, al kiu estos dediĉita ankaŭ la temo de la 93-a Universala Kongreso de Esperanto en Roterdamo en julio 2008. UEA aperigas la mesaĝon en Esperanta traduko kun la celo, ke ĝi estu vaste diskonigata inter esperantistoj.

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Mesaĝo de S-ro Koïchiro Matsuura, Ĝenerala Direktoro de Unesko, pri la celebrado de la Internacia Jaro de Lingvoj 2008
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La jaro 2008 estas proklamita Internacia Jaro de Lingvoj fare de la Ĝenerala Asembleo de Unuiĝintaj Nacioj. Unesko, al kiu oni konfidis la taskon kunordigi la agadon por la Jaro, pretas plenumi sian rolon kiel gvida aganto.

La Organizaĵo estas plene konscia pri la decida graveco de la lingvoj por la multaj defioj, kiujn la homaro devos alfronti dum la venontaj jardekoj.


La lingvoj fakte estas nepraj por la identeco de la homaj grupoj kaj individuoj kaj por ilia paca kunekzisto. Ili estas strategia faktoro por antaŭeniri al daŭropova evoluigo kaj harmonia rilato inter la tutmonda kaj la loka.


La lingvoj havas kernan gravecon por atingi la ses celojn de Edukado por Ĉiuj (EPĈ) kaj la Jarmilajn Evoluigajn Celojn (JEC) aprobitajn de Unuiĝintaj Nacioj en 2000.


Kiel faktoro de socia integriĝo, la lingvoj ludas strategian rolon en la forigo de la ekstrema malriĉeco kaj malsato (JEC 1), dum kiel kolonoj de alfabetiĝo kaj lernado de kapabloj por la vivo ili estas ankaŭ nepraj por atingi universalan unuanivelan edukadon (JEC 2). La batalo kontraŭ HIV/aidoso, malario kaj aliaj malsanoj (JEC 6) devas utiligi la lingvojn de la koncernaj homgrupoj por trafi ilin, kaj la konservado de lokaj kaj indiĝenaj scioj kaj lertoj strebe al naturmedia pluteneblo (JEC 7) estas kerne ligita al lokaj kaj indiĝenaj lingvoj.


Plie, la kultura diverseco estas intime ligita al la lingva diverseco, kiel indikite en la Universala Deklaracio pri Kultura Diverseco de Unesko kaj ĝia Agoplano (2001), en la Konvencio por la Konservado de la Nemateria Kultura Heredaĵo kaj en la Konvencio pri la Protektado kaj Antaŭenigo de la Diverseco de la Kulturaj Esprimoj (2005).


Tamen, en la daŭro de kelkaj generacioj, pli ol 50% el la 7000 lingvoj parolataj en la mondo povos malaperi. Nun estas uzata malpli ol kvarono el ili en la lernejoj kaj ciberspaco, kaj la plimulton oni uzas nur sporade. Miloj da lingvoj - malgraŭ tio ke ĉiu estas regata de homgrupo kiu ĝin uzas kiel ĉiutagan komunikilon - forestas el la eduksistemoj, komunikaj rimedoj, eldona industrio kaj ĝenerale el la publika sfero.


Urĝas agi. Kiel? Per la kuraĝigo kaj prilaboro de lingvopolitikoj ebligantaj al ĉiu lingvokomunumo la uzon de ties gepatra lingvo kiel eble plej vaste kaj ofte, ankaŭ en la edukado, apud la rego de iu nacia aŭ regiona lingvo kaj iu internacia lingvo. Ankaŭ kuraĝigante la parolantojn de regantaj lingvoj regi alian nacian aŭ regionan lingvon kaj unu aŭ du internaciajn lingvojn. Nur se plurlingvismo estos plene akceptita, ĉiuj lingvoj povos trovi sian lokon en nia tutmondiĝinta mondo.


Tial Unesko invitas la registarojn, UN-organojn, organizaĵojn de la civila socio, edukajn instituciojn, asociojn de profesiuloj kaj ĉiujn aliajn koncernatojn stimuli la respekton, antaŭenigon kaj protektadon de ĉiuj lingvoj, aparte de tiuj endanĝerigitaj, en ĉiuj situacioj de la individua kaj kolektiva vivoj.


Ĉu per iniciatoj sur la eduka kampo, la ciberspaco aŭ la klera medio; ĉu per projektoj por savtenado de endanĝerigitaj lingvoj aŭ antaŭenigo de la lingvoj kiel iloj de socia integriĝo; aŭ per esplorado de la interrilato inter la lingvoj kaj la ekonomio, inter la lingvoj kaj scioj de la indiĝenoj aŭ inter la lingvoj kaj la kreado, estas necese ke la ideo "lingvoj gravas!" estu diskonigata ĉie.


Tiukuntekste, la 21-a de februaro kiel dato de la naŭa Internacia Tago de la Gepatra Lingvo havos elstaran signifon kaj estos aparte taŭga limdato por la enkonduko de iniciatoj celantaj antaŭenigon de lingvoj.
Nia komuna celo estas atingi agnoskon, sur la nacia, regiona kaj internacia niveloj, pri la graveco de la lingva diverseco kaj plurlingvismo en la eduka, administra kaj jura sistemoj, en la kulturaj esprimoj kaj komunikaj iloj, en la ciberspaco kaj komerco.

La Internacia Jaro de Lingvoj 2008 alportos unikan ŝancon por fari decidan antaŭeniron survoje al la atingo de tiuj celoj.

Koïchiro Matsuura

Gli esperantisti di tutto il mondo sanno che uno dei principali scopi che si propose L. L. Zamenhof, quando nel 1887 pianificò la lingua internazionale “ESPERANTO”, era quello di garantire la difesa paritaria delle diversità linguistiche e il diritto alla sopravvivenza di tutte le lingue e le culture del pianeta.

Bisogna insistere su questo perché ci sono ancora moltissime persone nel mondo che credono che l'Esperanto voglia sostituirsi a tutte le altre lingue naturali.
NIENTE DI PIÙ FALSO!


Tuttavia, pur credendo questo, le stesse persone non si allarmano e non stanno facendo nulla mentre ciò che essi paventano che succederebbe con la diffusione a livello planetario dell'Esperanto, sta succedendo invece a causa della predominanza incontrastata di una sola lingua etnica naturale che finirà per fagocitare lentamente, inesorabilmente e, aggiungerei, prepotentemente la maggior parte delle lingue (e culture) del pianeta.


Zamenhof sosteneva fermamente la difesa di tutte le lingue già molto prima di un secolo fa, e l'Esperanto principalmente ha questo scopo. Oggi finalmente sostengono la stessa causa anche i più grandi organismi internazionali come l'ONU e l'UNESCO.
Meglio tardi che mai!

Ecco il messaggio diffuso nel luglio scorso dal sig. Koïchiro Matsuura, Direttore generale dell'Unesco (tratto da: "Esperantisti italiani - DISVASTIGO", a cura di Giorgio Bronzetti):
http://it.groups.yahoo.com/group/esperantisti-italiani/message/17265
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((Il sig.
Koïchiro Matsuura, Direttore generale dell'Unesco, ha diffuso un messaggio riguardante la celebrazione dell'Anno internazionale delle Lingue nel 2008. In esso egli abbozza i principali ideali e scopi di questo anno speciale, al quale sarà dedicato anche il tema del 93° Congresso Universale di Esperanto di Rotterdam nel luglio 2008. La UEA pubblica questo messaggio tradotto in Esperanto affinché sia ampiamente diffuso tra gli esperantisti.))
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Messaggio di Koïchiro Matsuura, direttore generale dell' Unesco, sulla celebrazione dell'Anno Internazionale delle Lingue 2008 ------------------------------------------------------------------------------------------------
L'anno 2008 è stato proclamato Anno Internazionale delle Lingue dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'Unesco, a cui è stato affidato il compito di coordinare le attività della celebrazione è pronto a svolgere tale ruolo come agenzia principale.

L'Unesco è del tutto consapevole della straordinaria importanza delle lingue per le molte sfide che l'umanità deve affrontare nei prossimi decenni.


Le lingue sono infatti essenziali per l'identità degli individui e dei gruppi e per la pacifica convivenza degli stessi. Esse sono un fattore strategico di progresso per uno sviluppo sostenibile ed un rapporto armonico tra il locale e il mondiale.


Esse sono estremamente importanti per raggiungere i sei obiettivi dell'Educazione per Tutti (EFA) e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) , programmi approvati dalle Nazioni Unite nel 2000.

Come fattori di integrazione sociale, le lingue hanno un ruolo strategico nello sradicamento della povertà estrema e della fame (MDGl); in quanto sostegni per l'alfabetizzazione, l'apprendimento e l'acquisizione delle capacità per affrontare la vita, esse sono essenziali per realizzare un'educazione primaria universale (MDG2). La lotta contro l' HIV /AIDS, malaria e altre malattie (MDG6) deve essere intrapresa nelle lingue delle popolazioni interessate e la salvaguardia delle conoscenze e delle culture locali ed indigene con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale (MDG7), è intrinsecamente connessa alle lingue locali e indigene.

Inoltre, la diversità culturale è intimamente legata alla diversità linguistica, come indicato dall' UNESCO nella Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale e nel suo piano d'azione 2001, nella Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale e nella Convenzione sulla Protezione e Promozione delle Diversità delle Espressioni Culturali (2005).

Tuttavia nel decorso di poche generazioni più del 50% delle 7000 lingue parlate nel mondo può scomparire. Attualmente meno di un quarto di esse viene usato nelle scuole e nel ciberspazio e la maggior parte sono usate solo sporadicamente. Migliaia di lingue - sebbene padroneggiate da quelle popolazioni che le usano come mezzo di comunicazione quotidiano - sono assenti dai sistemi educativi, i media, le pubblicazioni e la vita pubblica in generale.


Bisogna ora intervenire con urgenza. Come ? Incoraggiando e sviluppando politiche linguistiche che permettano a ogni comunità di usare la propria prima lingua, o lingua madre, il più ampiamente e frequentemente possibile, anche nell' educazione, padroneggiando altresì una lingua regionale o nazionale e una lingua internazionale. Incoraggiando anche chi parla lingue dominanti a possedere un' altra lingua regionale o nazionale e una o due lingue internazionali. Soltanto se si accetta pienamente il plurilinguismo tutte le lingue possono trovare il loro posto nel nostro mondo globalizzato.


Pertanto l' Unesco invita i governi, le organizzazioni delle Nazioni Unite, le organizzazioni della società civile, le istituzioni educative, le associazioni professionali e tutte le altre parti interessate ad attivarsi maggiormente per favorire il rispetto, la promozione e la protezione di tutte le lingue, in particolare di quelle in pericolo, in tutti i contesti individuali e collettivi.


Sia con iniziative nel campo dell' educazione, del ciberspazio o del mondo culturale, sia attraverso progetti di salvaguardia delle lingue in pericolo o di promozione delle lingue come strumento di integrazione sociale o di studio della relazione tra lingue ed economia, lingue e conoscenze indigene o lingue e creatività, è necessario che l’idea che “le lingue sono importanti!” sia promossa ovunque.


Il 21 febbraio 2008, data della nona celebrazione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, assumerà uno speciale significato è rappresenterà il momento più opportuno per l’attivazione delle iniziative di promozione delle lingue.


Il nostro obiettivo comune è il riconoscimento a livello regionale, nazionale ed internazionale dell’importanza della diversità linguistica e del multilinguismo nei sistemi educativi, amministrativi e legali, nelle espressioni culturali e nei mezzi di comunicazione di massa, nel ciberspazio e nel commercio.
L’Anno Internazionale delle Lingue 2008 sarà un’occasione unica per fare dei passi avanti sostanziali per il raggiungimento di tali obiettivi.

Koïchiro Matsuura

(Tr. Maurizio Consorte)

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