26 agosto 2007

Tiu ĉi posto PRI ESPERANTO estas skribita preskaŭ nur en Itala lingvo (Parto I)_Questo post SULL’ESPERANTO è scritto quasi solo in Italiano (Parte I)

Mi skribas tiu ĉi posto preskaŭ nur en Itala lingvo, ĉar ĝi traktas de gramatikaj reguloj de Esperanto. Mi ĝuste nekredas ke mi povus doni lecionojn al kiuj jam leĝas, parolas kaj skribas la zamenhofan lingvon. Do ĉifoje mi min adresas nur al miaj tri italaj leĝantoj sen eĉ baza kono pri argumento.
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Scrivo questo post quasi soltanto in Italiano perché esso tratta delle fondamentali regole grammaticali della lingua Esperanto. Non credo proprio di poter dare lezioni a chi sa già leggere, scrivere e parlare la lingua di Zamenhof. Questa volta quindi mi rivolgo soltanto ai miei tre lettori italiani del tutto digiuni dell’argomento.

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Per non dilungarmi eccessivamente sarò costretto a dividere in due parti sia le note introduttive, sia la breve trattazione riguardanti le suddette regole.

A) Introduzione: (I parte)

Iniziamo col dire che L. L. Zamenhof, che era un buon conoscitore di lingue fin da giovanissimo, ha inteso seguire fin dall’inizio un preciso criterio: quello di eliminare tutto l’eliminabile, il superfluo, ciò che egli giudicava tale facendo continue comparazioni con moltissime lingue naturali, e scegliendo sempre le soluzioni grammaticali, lessicali e sintattiche più semplici purché efficaci. Senza rischiare quindi di creare una lingua monca o inespressiva. Sappiamo come egli ci sia riuscito perfettamente. E come le centinaia di linguisti di tutto il mondo che hanno ereditato il suo patrimonio rispettando i principi fondamentali da lui fissati (di cui accenneremo nella II parte), abbiano continuato per decine di anni, e continuano ancora, ad arricchire e perfezionare mirabilmente la creatura del poliglotta polacco.

Tanto che l’Esperanto è a tutt’oggi l’unica lingua ausiliaria pianificata pronta all’uso per tutti gli esseri umani in qualsiasi Paese del mondo. Perché da oltre un secolo essa è sperimentata costantemente da una crescente moltitudine di persone, fino a diffondersi in quasi tutti i Paesi del mondo dove oggi la studiano e la parlano alcuni milioni di individui in prevalenza autodidatti, a dimostrzione della sua facilità di apprendimento e della sua “funzionalità”. Ovviamente l’avvento di Internet sta accelerando questa diffusione. Io, con questo blog molto dilettantesco, spero di dare il mio contributo, seppure microscopico. (Segue nella II parte)

Da queste premesse e dalle altre che vedremo nella II parte, ne è scaturita una lingua che ha soltanto sedici regole grammaticali fondamentali e nessuna eccezione. Dobbiamo comunque dire che, nel corso dell’evoluzione dell’Esperanto, e in base ai moderni studi sull’insegnamento delle lingue, anche i fondamenti grammaticali dell’Esperanto sono divenuti più complessi, a ulteriore riprova del suo perfetto equipararsi alle più diffuse lingue naturali esistenti, ma lo spirito “essenzialistico” è rimasto lo stesso. A noi in fondo le alte specializzazioni accademiche non servono.

In questa prima puntata vediamo le prime 5 regole:

ALFABETO

A a, B b, C c, Ĉ ĉ, D d, E e, F f, G g, Ĝ ĝ,

H h, Ĥ ĥ, I i, J j, Ĵ ĵ, K k, L l, M m, N n,

O o, P p, R r, S s, Ŝ ŝ, T t, U u, Ŭ ŭ, V v, Z z.

A) Le Regole: (I parte)

1) L’articolo indefinito non esiste; esiste soltanto l’articolo determinativo invariabile la per tutti i generi, casi, e numeri.

2) Il sostantivo è caratterizzato dalla finale -o; per formare il plurale si aggiunge la finale -j. Esistono soltanto due casi: nominativo e accusativo; il secondo deriva dal nominativo con l’aggiunta dalla finale -n. Gli altri casi sono espressi mediante preposizioni.

3) L’aggettivo termina con la finale -a; casi e numeri come per il sostantivo. Il comparativo si forma con pli e la congiunzione ol; il superlativo con plej e la preposizione el.

4) I numerali fondamentali sono: nul, unu, du, tri, kvar, kvin, ses, sep, ok, naŭ, dek, cent, mil. Le decine e le centinaia si formano con la semplice unione dei numerali. Per indicare i numerali si aggiunge la finale dell’aggettivo -a; per i moltiplicativi il suffisso -obl; per i frazionari il suffisso -on; per i collettivi si aggiunge il suffisso -op; per i distributivi si usa la preposizione po. I numerali possono essere usati anche come sostantivi e avverbi.

5) I pronomi personali sono: mi, vi, li, (li riferito al genere maschile), ŝi (riferito al genere femminile). ĝi (riferito al genere neutro, per animali o cose), si (riflessivo), ni, vi, ili e oni (oni indefinito). In alcune espressioni poetiche o familiari il pronome di seconda persona singolare può essere ci. I pronomi e gli aggettivi possessivi si formano con l’aggiunta della finale -a dell’aggettivo. La declinazione è come per i sostantivi.
(Le altre 11 regole seguiranno prossimamente nella II parte)

Tra le tante pagine in rete, per consultare un’analoga spiegazione delle 16 regole (e confrontarle), ho scelto quella indicata da Wikipedia alla quale rimando:

http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html

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17 agosto 2007

LA “AMASBUĈADO” DE LA VIRINOJ (el titolo de letero al hieraŭa “l’Unità”) /// LA “MATTANZA” DELLE DONNE (dal titolo di una lettera a “l’Unità” di ieri)

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Jes, eble ke la vorto "AMASBUĈADO, reprenita el letero al hieraŭa “l’Unità” estas iom forta, sed estas tiu kiu sen multaj vortludoj estas okazinte en ĉi tiuj tempoj en Italio kaj ankaŭ en aliaj Landoj samaj al nia.

Ankaŭ estas vere ke virinoj viktimoj de la plej kruelaj perfortoj far de viroj ĉiam ekzistis. Tre ofte ŝi estas viktimoj de samaj viroj kiuj kredis de ami aŭ de estis amintaj de “siaj” virinoj. Ofte estas junaj kaj junegaj virinoj kiuj nekapablis malkovri en la tempolimo ke tiu amo de kiu ŝi estis ricevantoj (aŭ pli bone estus diri : «obiektojn»), reale estis nur morbeca posedo. Ne hazarde mi skribis « siaj » inter citilojn.

Mi diris, ĉiam ekzistis krimoj contraŭ virinoj, kaj oni povus pensi ke nenion ŝanĝis. Kiel pli kaj pli ofte okazas, oni periode parolas de tio, la amaskomunikiloj ja fine ĉiuj adoptis saman perversan strategion: Ili sin ĵetis sur deĵortempan novaĵakaparon kiel falko sur sian predon; nun estas periodo de «murditaj virinoj » (ekskuzu krudecon) kiu estas vaste aŭdantara. Poste kiam la "bravaj ĵurnalistoj" trovos sciigojn kiuj havos ankoraŭ pli spektantaron, ili ne plu sin okupi de ĉi tiu ke mi ankaŭ nomis «amasbuĉado». Escepte de ĉion refari de la komenco kun la obseda rekantaĵo kiu estas ĝin mem signo de socio englutita en la moralan kaj kulturan defalon. Pli kaj pli “senekvilibra» socio.

Kiel bele se nenion estus ŝanĝinte! Bedaŭrinde oni spektas eskaladon de nekredeblaj perfortoj kompare de personoj kiu havas nur la malpravon de ami pli multe, aŭ de revi la veran amon kaj, kiel mi aludis, de nealveni je koncepti, ekskluditaj raregaj esceptoj, ĝis tiu punkto povas alveni la venĝa malamo en menso blindigita kaŭze ĵaluzon, kaŭze manio de fizika kaj pzika posedo de sia similulo. Estas viroj sukuboj de malvera komplekso de supereco kiu vidas nur en la perforto kaj en la venĝo la solvadon je siaj frustracioj, sed
ili fakte sin montras kiel mizerajn kazojn de uzo de bruta forto, frukto de granda psikologia malforteco. La virino mortas, sed paradokse restas ŝin la plej fortan.

Ĉu vi pensas pri tio ?

Sì, forse il termine "MATTANZA", ripreso da una lettera di ieri a “l’Unità”, è un po’ forte, ma è quello che senza tanti giri di parole sta avvenedo di questi tempi in Italia e anche in altri Paesi simili al nostro.

E’ anche vero che donne vittime delle violenze più efferate da parte degli uomini ci sono sempre state. Spessissimo vittime degli stessi uomini che credevano di amarle o di averle amate le “loro” donne. Spesso giovani e giovanissime donne che non hanno saputo scoprire in tempo che quell’amore di cui erano destinatarie (o meglio sarebbe dire: “oggetti”), in realtà era soltanto morboso possesso. Non a caso ho scritto “loro” tra virgolette.

Dicevo, ci son sempre stati crimini contro le donne, e si potrebbe pensare che nulla è cambiato. Come sempre più spesso accade, se ne parla a periodi, i media ormai hanno adottato tutti la stessa strategia perversa: si gettano sullo scoop di turno come il falco sulla preda; adesso è il periodo delle “donne ammazzate” (scusate la rudezza) che fa tantissimo audience. Poi quando i “bravi giornalisti” troveranno notizie che fanno più audience ancora, non si occuperanno più di questa che anch’io ho chiamato “mattanza”. Salvo poi ricominciare da capo in un tormentone ossessivo che è esso stesso indice di una società in preda al degrado morale e culturale. Una società sempre più “squilibrata”.

Magari fosse che non sta cambiando niente! Purtroppo si assiste ad una escalation di violenze incredibili nei confronti di persone che hanno solo il torto di amare di più, o di sognare l’amore vero e, come accennavo, di non arrivare a concepire, salvo rarissime eccezioni, fino a che punto può arrivare
l’odio vendicatore in una mente accecata dalla gelosia, dalla mania del possesso fisico e psichico di un proprio simile. Sono uomini dominati da un falso complesso di superiorità che vedono solo nella violenza e nella vendetta la soluzione alle loro frustrazioni, ma si rivelano in realtà dei miseri casi di uso delle forza bruta, frutto di una grande debolezza psicologica. La donna muore, ma paradossalmente resta lei la più forte.

Voi cosa ne pensate?

16 agosto 2007

Vittorio Messori: "HIPOTEZO PRI JEZUO",1976. (Distance dialogo inter amikoj) .... V. Messori: "IPOTESI SU GESU'",1976. (Dialogo a distanza tra amici).


En sia lasta posto, caramella fondente (fandobombono), mia blogamikino, raportis intervjuon de Jakobo Galeazzi de (ĵurnalo) “La Stampa” a Vittorio Messori. Dialogo kiu deĉenigis justege sian “INDIGNON”.

Vidu: http://caramella-fondente.blog.kataweb.it/2007/08/15/indignazione/#comment-1382 http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200708articoli/24635girata.asp

La argumento de la posto kaj unu komento speciale vekis mian intereson por ĵurnalisto kaj verkisto Viktorio Messori, poste ke mi ekrimarkis de kiom li ŝanĝus lin kompare je cirkaŭ tridek jaroj antaŭe kiam li skribis sian libron-enketon “HIPOTEZO PRI JEZUO” kiun mi leĝis en la jaro 1978. La komento al kiu mi rilatas estis tiu de alia kara blogamiko: Luĉiano Comida (Il ringhio di Idefix), kiu, pri la posto de fandobombono tiel komentis:

“Messori skribis, antaŭe multaj jaroj, belan libron, “ENKETO PRI JEZUO”, katolikan sed kuraĝan eseon, malfermitan al la laika kaj progresema kulturo. Poste laŭgrade li prenis integrisman drivon tutmalkvietigan kaj dekstraflankan. Mi memoras ke en Tv ĉe Augias (ĵurnalisto), li parolinte de familio de Jezuo kaj precipe de Jozefo, Messori diris: “Ne estis povraj. Li estis entreprenisto”. La fama komandoro Jozefo. Ĉi tiuj lastaj asertoj de Messori ŝajnas hororaj al mi, fruktoj de deliro de sakristio invadita de tro incenso, asertoj faritaj spite al laika kaj liberala kulturo, asertoj kiuj elvokas naŭzon. Antaŭe cirkaŭ dek jaroj, laŭlonge de mia irvojo ekde agnostikismo direkte konvertiĝo al kristanismo, Messori estis finofara por elektigi al mi la Valdanulojn kaj ne la Katolikuloj.”

Miavice mi, memorinte de estis leginta de tiu libro, rekte tiel respondis al Luĉiano:

“Tiu libro ne plaĉis al mi. Nek la lingvon, ŝajnis ankaŭ ĝin intence faritan por ne tutsimple komprenigi, nek super ĉio la enhavon. Tio ke min multe impresas leginte vian komenton estas ke al mi faris kontraŭan efikon: mi jam estis laŭlonge la vojo de agnostikismo kaj se ekzistis motivon kiun donis al mi definitivan antaŭenpuŝon, eble ĝi estis tiu libro.
Mi estas en akordo pri la cetero de via komento.”


Kaj tui poste tiel:

“Mi iris revidi tiun libron. Estas malgranda erareto ĝi titoliĝas “HIPOTEZO PRI JEZUO”. Eld. SEI, 1975. Mi malkovris ke mi leĝis ĝis la paĝo 166 (de 312, duonon libron). Ankoraŭ estis interne de ĝi legosigno de tiu epoko. Jes mi trovis ĝin pezan. Necesus releĝi ĝin, sed sincere mi volus doni prioritaton al tiu de Augias kiu ŝajnas al mi titoliĝus juste “ENKETO PRI JEZUO”.

Nun mi decidis de mallonge konkludi nian dialogon ĉi tie en mia blogo, min teninte sur la spuro de sensacoj kiuj elvokis al mi la repreno enmane de tiu libro kaj la strangan (ne tamen tioma) metamorfozon kiun faris ne nur Messori, sed, mi ekkonscias, ankaŭ mi mem. Kaj tiam mi daŭrigas dialogi kun Luĉiano ĉe “mia posteno”.

“Vi pravu, Luĉiano! Mi releĝinte kaj plukinte tien kaj tien, tiu libro fakte estas bela; speciale se ni komparas ĝin kun enhavo de intervjuo menciita far fandobombono. Sendube antaŭ tridek jaroj (mi eraris je fingrumi: ’76 ne ’75) mi neestis en la kondiĉoj por apreci ĝin. Mi estis juna, vi estis junega, sed vi sciis vidi pli bone ol mi. Neestas dubo.
Mi releĝinte antaŭparolon de Luĉio Lombardo Radice,
antaŭ nelonge ŝajnis al mi de imagi nin du: mi sur ies loko de “maljuna” L. L. Radice, vi sur ies loko de “juna” V. Messori, kiuj, kun la necesaj proporcioj, sed kun sama afableco kaj sama amikeco, ni mallonge dialogis pri la temo kiu ofte aperas en la blogoj kiuj ni frekventas: “Jezuo, estas Homo aŭ Dio?” Kaj mi pli bone komprenis aferon kiun mi jam havis en mia menso: ke ni du estas sur malsamaj trakoj kiuj tamen kuras proksimegaj. Estus sufiĉe malgranda trakforko kaj ni trovus nin sur sama «linio». Ĉu sur kiu elemento povus troviĝi ĉi tiun trakforkon? Demando je cent milionoj! Tie estas mistero. Tie estas ke L. Radice kaj Messori, kiel Irnerio kaj Luĉiano preskaŭ flugtuŝas sin sed ili netuŝas sin kaj eble iam netuŝos sin.
KIO ESTAS KE TION MALEBLIGAS ? Ĉi tiu estas malfacila demando kiu mi faris al mi kaj al vi, amika
Luĉiano".

Mi dankas fandobombonon por la sugesto.

Nell’ultimo post, caramella fondente, una mia amica di blog, ha riportato un’intervista di Giacomo Galeazzi de “La Stampa” a Vittorio Messori. Un dialogo che ha scatenato più che giustamente la sua "INDIGNAZIONE".

Vedi: http://caramella-fondente.blog.kataweb.it/2007/08/15/indignazione/#comment-1382 http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200708articoli/24635girata.asp

L’argomento del post e un commento in particolare ha risvegliato il mio interesse per il giornalista scrittore Vittorio Messori poiché mi sono reso conto di quanto egli sia cambiato rispetto a circa trent’anni fa quando scrisse il suo libro inchiesta “IPOTESI SU GESU’” che lessi nel 1978. Il commento cui mi riferisco era quello di un altro caro amico di blog: Luciano Comida (Il ringhio di Idefix), il quale, al post di caramella (vedi il rimando), aveva commentato così:

“Messori scrisse, tanti anni fa, un bel libro, INCHIESTA SU GESU’, un saggio cattolico ma coraggioso, aperto alla cultura laica e progressista. Poi pian piano ha preso una deriva integralista del tutto inquietante e di destra. Ricordo che in televisione da Augias, parlando della famiglia di Gesù e di Giuseppe in particolare, Messori disse: “Non erano poveri. Lui era un imprenditore
Il famoso cumenda Giuseppe.
Queste ultime affermazioni di Messori mi sembrano orrende, frutto di un delirio da sacrestia invasa da troppo incenso, affermazioni fatte in odio alla cultura laica e liberale, affermazioni che suscitano disgusto.
Una decina di anni fa, nel mio cammino dall’agnosticismo verso la conversione al cristianesimo, Messori fu decisivo a farmi scegliere i valdesi e non i cattolici.”

A mia volta io, ricordando di aver letto quel libro, risposi direttamente a Luciano così:

“A me quel libro non piacque. Nel linguaggio, sembrava anche quello fatto a posta per non fare capire fino in fondo, ma soprattutto nel contenuto. La cosa che mi colpisce molto leggendo il tuo commento è che a me ha fatto l’effetto opposto: ero già da tempo sulla via dell’agnosticismo e se c’è stato un fattore che mi ha dato la spinta definitiva, forse è stato quel libro.

Concordo sul resto del tuo commento.”

E subito dopo così:

”Sono andato a rivedere quel libro. Piccolo lapsus, s’intitola “IPOTESI SU GESU’”. Ed. SEI, 1975. Ho scoperto che ero arrivato a pag. 166 (su 312, la metà). C’è ancora un segnalibro dell’epoca. Sì, l’avevo trovato pesante. Sarebbe da rileggerlo, ma sinceramente vorrei dare la precedenza a quello di Augias che mi pare s’intitoli proprio “INCHIESTA SU GESU’”.

Ora ho deciso di concludere brevemente il nostro dialogo in questo mio blog, sulla scia delle sensazioni che mi ha suscitato la ripresa in mano di quel libro e la strana (non poi così tanto) metamorfosi che ha fatto non solo Messori, ma, mi rendo conto, anche il sottoscritto. E allora continuo a dialogare con Luciano dalla “mia postazione”.

“Hai ragione tu, Luciano! A rileggere spizzicando qua e là, quel libro in realtà è bello; bellissimo se confrontato con il contenuto dell’intervista citata da caramella. Evidentemente trent’anni fa (ho sbagliato a digitare: ’76 non ‘75) non ero nelle condizioni per apprezzarlo. Io ero giovane, tu giovanissimo, ma hai saputo vedere meglio tu. Non c’è dubbio.
Rileggendo la prefazione di Lucio Lombardo Radice, mi è sembrato poco fa di immaginare noi due: io nei panni del “vecchio” L. L. Radice, tu in quelli del giovane V. Messori che, con le dovute proporzioni, ma con la stessa affabilità e con la stessa amicizia, dialogavamo brevemente sul tema che ricorre spesso nei blog che frequentiamo: “Gesù, era Uomo o Dio?” E ho capito ancora meglio una cosa che già avevo in mente: che noi due siamo su due binari diversi che però corrono vicinissimi. Basterebbe un solo piccolo scambio e ci troveremmo sulla stessa “linea”. Su cosa si possa basare questo scambio? Domanda da cento milioni! E’ lì il mistero! E’ lì che L. Radice e Messori, come Irnerio e Luciano quasi si sfiorano, ma non si toccano e forse non si toccheranno mai.
COS’È CHE LO IMPEDISCE? Questa è la difficile domanda che mi faccio e che ti faccio, amico Luciano”


(Ringrazio caramella fondente per lo spunto.)


15 agosto 2007

Proksimaj kaj malproksimaj geamikoj: BONAN MEZAŬGUSTON FESTOTAGON AL ĈIUJ ! - Amici vicini e lontani: BUON FERRAGOSTO A TUTTI !

SAMA PLAĜO SAMA MARO.

Imago el / Immagine da:
http://maurobiani.splinder.com/archive/2006-08
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10 agosto 2007

10.AŬGUSTO 1867 (Johano Pascoli: 1855-1912) ......................................................... 10 AGOSTO 1867 (Giovanni Pascoli: 1855-1912)

X - Aŭgusto.


San Lorenco, mi scias ĉar tiel multaj

da steloj en l’aero trankvila

ardas kaj falas, ĉar tiel granda plorado

en la konkava ĉielo brilegas.


Revenis hirundo al tegmenton;

oni mortigis ŝin: ŝi falis inter veproj;

ŝi havis en la beko insekton:

vespermanĝon de siaj gehirundidoj.


Nun ŝi estas tie, kiel en kroco, kiu tendas

tiun vermon al tiu ĉielo lontana;

kaj sia nesto estas en lo ombro, kiu atendas,

kiu pli kaj pli malforte kvivitas.


Ankaŭ homo revenis al sia neston;

oni murdis lin; diris: Pardonu;

kaj restis en siaj malfermitaj okuloj krion:

li portis du pupojn donace... .


Nun tie en la ermita hejmo,

oni atendas, atendas vane;

senmova, fiksarigarda li montras

la pupojn al ĉielo lontana.


Kaj vi Ĉielo, de supre la mondoj

serenaj, senfina, senmorta,

ho! de plorado de steloj vi inundas

ĉi tiun de Malbono opakan atomon.


.......................................... Johano Pascoli












X - Agosto.


San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché sì gran pianto

nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto;

l’uccisero: cadde tra spini;

ella aveva nel becco un insetto:

la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende

quel verme a quel cielo lontano;

e il suo nido è nell’ombra, che attende,

che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido;

l’uccisero, disse: Perdòno;

e restò negli aperti occhi un grido:

portava due bambole in dono… .


Ora là nella casa romita,

lo aspettano, aspettano invano;

egli immobile, attonito, addita

le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi

sereni, infinito, immortale,

oh! d’un pianto di stelle lo inondi

quest’atomo opaco del Male!


.....................................Giovanni Pascoli

5 agosto 2007

MI KOPIAS ĈI VOKON EL KOMENTOJ PRI BLOGO DE N. GIORDANO (http://nicolagiordano.blogspot.com/) COPIO QUESTO APPELLO DAI COMMENTI AL BLOG DI N. GIORDANO

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Saluton,
mi nomiĝas Riccardo Pio D'Avanzo, naskiĝis en la 24 septembro de la jaro 2003 kaj loĝas en Spezzano Albanese (CS - Italio).
Mi estas tenerega kaj belega infano, sed tre, tre malsana; kaj kial motivo do?
Kauze traŭmaton ke mi eltenis dum naskiĝo, mi estis trafita de maloftega malsano: la Sindromo de West kaj pro ĉi tiuj malbelaj malfeliĉoj kiuj okazis al mi..., mi neparolas, nepaŝas, nesubtenas mian kapon kaj mi estas nutrita per gastra sondilo. Ekzistas en Florido ion kiun povus plibonigi mian vivkvaliton kaj kie aliaj infanoi kiel mi havis netan pliboniĝon; temas pri oksigena terapio, sed, ve al mi, estas multekosta, oni necesas cirkaŭ de 300.000 da euroj je ĉiu jaro kai mi devus fari ĝin dum tre jaroj almenaŭ.
Por mi kaj por miaj gepatroj estas nur revo, sed kun via helpo povus deveni realecon.
Helpu min je realigi la vojaĝon de la espero! Mia estonto estas en viaj manoj.
Por scii kiel vi povas helpi min telefonu al mia patrino Turchio Giulia: 0981.954632 / p.bla telefoneto: 3470084629.

e-mail: riccardopio@yahoo.it
Aŭ vizitu mian blogon: http://riccardopio.blog.tiscali.it/
Aŭ mian retejon:
http://riccardopio.altervista.org/index.html

Dankon!


Sabato, 4 aŭgusto, 2007.
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Ciao,
mi chiamo Riccardo Pio D'Avanzo, sono nato a Castrovillari il 24 settembre 2003 e abito a Spezzano Albanese (CS).
Sono un bimbo dolcissimo e bellissimo, ma tanto, tanto malato; e per quale motivo?
A causa del trauma che ho subito alla nascita, sono stato colpito da una malattia molto rara: la sindrome di West, e per queste brutte disgrazie che mi sono successe..., io non parlo, non cammino, non reggo la testa e vengo alimentato tramite un sondino gastrico.
Esiste qualcosa in Florida che potrebbe migliorare di molto la qualità della mia vita e dove altri bimbi come me hanno avuto un netto miglioramento; si tratta dell'ossigeno terapia, ma ahimè, è troppo cara, ci vorrebbero circa 300.000 euro per un anno e io dovrei farla almeno per 3 anni.
Per me e i miei genitori è solo un sogno, ma con il vostro aiuto potrebbe diventare realtà. Aiutatemi a realizzare il viaggio della speranza! Il mio futuro è nelle vostre mani.
Per sapere come potete aiutarmi telefonate alla mia mamma Turchio Giulia: 0981.954632 / cellulare: 3470084629.

e-mail: riccardopio@yahoo.it
Oppure visitate il mio blog: http://riccardopio.blog.tiscali.it/
O il mio sito: http://
riccardopio.altervista.org/index.html

Grazie!

Sabato, 4 agosto 2007.

26 luglio 2007

FELIĈAN 120° NASKIĜTAGON , ESPERANTO! .................................................... BUON 120° COMPLEANNO, ESPERANTO!

LA DUDEK SESA DE JULIO MILOKCENT OKDEK SEP NASKIĜIS EN VARSOVIO LA HELPAN, PIANIZITAN, INTERNACIA LINGVON "ESPERANTO".

LEJZER LUDWIK ZAMENHOF
(1859 - 1917), HEBREA ERUDITO, POLIGLOTO KAJ KURACISTO, JE LA AGO DE DUDEK SEP JAROJ, ELDONIS EN LA POLA ĈEFURBO, SUB PSEŬDONIMO DE "DOKTORO ESPERANTO", LIBRETON TITOLITAN: "LINGVO INTERNACIA". ĈI LINGVO PRENIS LA NOMON "ESPERANTO" JE LA PSEŬDODONOMO DE SIA AUTORO.

HODIAŬ KE LA LINGVO DE ZAMENHOF FINAS CENT DUDEK JAROJ, ĜI ESTAS LA PLEJ DISVASTIĜINTA, LA PLEJ PAROLITA, LA PLEJ RIĈA, LA PLEJ EFIKA KAJ LA PLEJ ... LA PLEJ ... LA PLEJ AMATA EN
ĈIUJ ANGULOJ DE LA MONDO DE ĈIUJ ARTEFARITAJ INTERNACIAJ LINGVOJ EKZISTITAJ KAJ EKZISTANTAJ.

"
ESPERANTISMO
" HODIAŬ ESTAS LA MONDA MOVADO POR LA HOMA EMANCIPIĜO.

DANKON ZAMENHOF!

FELIĈAN 120° NASKIĜTAGON, ESPERANTO!
...................................................................
IL VENTISEI LUGLIO DEL MILLEOTTOCENTOOTTAN- TASETTE NASCEVA A VARSAVIA LA LINGUA AUSULIARIA, PIANIFICATA, INTERNAZIONALE, "ESPERANTO".

LAZZARO LUDOVICO ZAMENHOF (1859 - 1917) ERUDITO, POLIGLOTTA E MEDICO EBREO, ALL'ETA' DI VENTISEI ANNI, PUBBLICO' NELLA CAPITALE POLACCA, SOTTO LO PSEUDONIMO DI "DOTTOR ESPERANTO" UN LIBRETTO INTITOLATO: "LINGUA INTERNAZIONALE". QUESTA LINGUA PRESE IL NOME DI "ESPERANTO" DALLO PSEUDONIMO DELL'AUTORE.

OGGI CHE LA LINGUA DI ZAMENHOF COMPIE CENTOVENTI ANNI, ESSA E' LA PIU' DIFFUSA, LA PIU' PARLATA, LA PIU' RICCA, LA PIU' EFFICIENTE E LA PIU'... LA PIU' ... LA PIU' AMATA IN TUTTI GLI ANGOLI DEL MONDO DI TUTTE LE LINGUE ARTIFICIALI INTERNAZIONALI ESISTITE ED ESISTENTI.


"
ESPERANTISMO
" E' OGGI IL NOME DEL MOVIMENTO MONDIALE PER L'EMANCIPAZIONE UMANA.

GRAZIE ZAMENHOF!

BUON 120° COMPLEANNO, ESPERANTO!

12 luglio 2007

KUNE HELPU NI INFANON GRAMOS GASHI ...................................................... AIUTIAMO INSIEME IL BAMBINO GRAMOS GASHI
























Mi volonte akceptas inviton por tiu apelacio sekve la signalado de mia bloga amikino: caramella fondente

Aiutiamo tutti assieme il bambino Gramos!

(Kune helpu ni infanon Gramos!)


Mi necesas vian helpon kara blogantoj! Disdonu al mi du minutojn.

Gramos Gashi estas dekunujara infano de Kosovlando kiu en 1999 alvenis al Italio kun milita avidilo, esperinte de kompreni la kaŭzon de sia malsana korpeto: severajn renajn kaj hepatajn problemojn, maloftegan metabolan malsanon: la tirosinemia.
La senĉesa kuracado kiu Gramos devas alfronti, implikas dieton kun malalta enteno de proteinoj, liveradon de vitamino D kaj solvaĵon de mineralaj saloj entenantan kalcion kaj fosforon, kaj specialan medikamenton produktitan en Parizo far la ORPHAN
kiun havas altegan koston.

Dum unu sunjaro oni havas necesecon proksimume de 22.000 eurojn por la kuracadoj kaj ĉefe por nelasi Gramos preskau kun certeco de kancera degeneriĝo de la hepato (fegato), krom la serioza rena (renale) damaĝo kiu kondukus lin al rakitismo (rachitismo).
Gramos necesas de nia helpo por serene vivi, multe da homoj estas strebanda por lin helpi, faru ni senti nian voĉon. La donacoj estos administrataj de Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Tiuj kiuj okupiĝas de ĉi afero estas Associazione S.o.S. Infanzia nel Mondo Onlus, strato Stazzo Quadro, 52, 00060, Riano (Roma).
Tiuj kiuj volus fari donadon: banka kuranta konto 3383/85, banko: Banca di Credito Cooperativo di Riano – abi 8787 cab 39350 cin X. Memoru la motivon: PRO GRAMOS.

Se vi volas pli plenajn informiĝojn pri la korekteco a
ŭ nur pli bone koni historion de Gramos telefonu vi al Miriam (349.1953550) aŭ al Antonella (333.9382824) aŭ ankaŭ kunligu vin al: sosinfanzianelmondo@tiscali.it.

.....................(Pubikigita de Morgan sabato 30 junio 2007)

Aderisco volentieri a questo appello su segnalazione della mia amica blogger: caramella fondente

Aiutiamo tutti assieme il bambino Gramos!


Ho bisogno del vostro aiuto cari blogger! Concedetemi due minuti.

Gramos Gashi è un bimbo kosovaro di 11 anni che nel 1999 è giunto in Italia con un volo militare nella speranza di capire la ragione del suo corpicino malato: gravi problemi renali ed epatici, rarissima malattia metabolica: la tirosinemia.
La cura continua che Gramos deve affrontare comporta una dieta a basso contenuto di proteine, una somministrazione di vitamina D e soluzioni di sali minerali contenenti calcio e fosforo, e un farmaco peculiare prodotto a Parigi dalla
ORPHAN che ha un costo elevatissimo.

In un anno solare v’è la necessità di circa 22.000 euro per le cure e soprattutto per non lasciare Gramos con la quasi certezza di una degenerazione cancerosa del fegato, oltre ad un grave danno renale che lo porterebbe al rachitismo.
Gramos ha bisogno del nostro aiuto per vivere sereno, molti si stanno industriando per aiutarlo, facciamo sentire anche la nostra voce. Le donazioni saranno gestite
dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Chi si occupa di questo caso è l’Associazione S.o.S. Infanzia nel Mondo Onlus, Via Stazzo Quadro, 52, 00060, Riano (Roma).
Chi volesse fare una donazione: c/c bancario 3383/85 Banca di Credito Cooperativo di Riano – abi 8787 cab 39350 cin X. Ricordate la causale: PRO GRAMOS.
Se volete maggiori informazioni per la trasparenza o solo per conoscere meglio la storia di Gramos chiamate Miriam (349.1953550) o Antonella (333.9382824) oppure
scrivete a: sosinfanzianelmondo@tiscali.it.

Vi chiedo di riservare un piccolo spazio in un vostro post per diffondere la notizia, Gramos ha bisogno del nostro aiuto.
Vi ringrazio per la collaborazione.


........................(Pubblicato da Morgan sabato 30 giugno 2007)

11 luglio 2007

(Pri Esperanto - 2): LA MANIFESTO DE PRAGO ...................................................... (Sull'Esperanto - 2): IL MANIFESTO DI PRAGA

La 81a Universala Esperanta Kongreso, kunsidinta en Prago ekde 20a ĝis 27a de julio 1996, kun partopreno de 2965 personoj alvenintaj de 65 Ŝtatoj, aprobis sekvantan dokumenton:

Manifesto de Prago de la movado por la internacia lingvo Esperanto

Ni, anoj de la tutmonda movado por la progresigo de Esperanto, direktas ĉi tiun manifeston al ĉiuj registaroj, internaciaj organizaĵoj, kaj homoj de bona volo, deklaras nian intencon firmvole plu labori por la celoj ĉi tie esprimitaj, kaj invitas ĉiun unuopan organizaĵon kaj homon aliĝi al nia strebado.

Lanĉita en 1887 kiel projekto de helplingvo por internacia komunikado, kaj rapide evoluinta en vivoplenan, nuancoriĉan lingvon, Esperanto jam de pli ol jarcento funkcias por kunligi homojn trans lingvaj kaj kulturaj baroj. Intertempe la celoj de ĝiaj parolantoj ne perdis gravecon kaj aktualecon. Nek la tutmonda uzado de kelkaj naciaj lingvoj, nek progresoj en la komunikad-tekniko, nek la malkovro de novaj metodoj de lingvo-instruado verŝajne realigos jenajn principojn, kiujn ni konsideras esencaj por justa kaj efika lingva ordo.

1. DEMOKRATIO.

Komunika sistemo kiu tutvive privilegias iujn homojn sed postulas de aliaj ke ili investu jarojn da penoj por atingi malpli altan gradon de kapablo, estas fundamente maldemokratia. Kvankam, kiel ĉiu lingvo, Esperanto ne estas perfekta, ĝi ege superas ĉiun rivalon en la sfero de egaleca tutmonda komunikado.
Ni asertas ke lingva malegaleco sekvigas komunikan malegalecon je ĉiuj niveloj, inkluzive de la internacia nivelo.
Ni estas movado por demokratia komunikado.

2. TRANSNACIA EDUKADO.

Ĉiu etna lingvo estas ligita al difinita kulturo kaj naci(ar)o. Ekzemple, la lernejano kiu studas la anglan lernas pri la kulturo, geografio kaj politiko de la anglalingvaj landoj, precipe Usono kaj Britio. La lernejano kiu studas Esperanton lernas pri mondo sen limoj, en kiu ĉiu lando prezentiĝas kiel hejmo.
Ni asertas ke la edukado per iu ajn etna lingvo estas ligita al difinita perspektivo pri la mondo.
Ni estas movado por transnacia edukado.

3. PEDAGOGIA EFIKECO.

Nur malgranda procentaĵo el tiuj kiuj studas fremdan lingvon, ekmastras ĝin. Plena posedo de Esperanto eblas eĉ per memstudado. Diversaj studoj raportis propedeutikajn efikojn al la lernado de aliaj lingvoj. Oni ankaŭ rekomendas Esperanton kiel kernan eron en kursoj por la lingva konsciigo de lernantoj.
Ni asertas ke la malfacileco de la etnaj lingvoj ĉiam prezentos obstaklon por multaj lernantoj, kiuj tamen profitus el la scio de dua lingvo.
Ni estas movado por efika lingvoinstruado.

4. PLURLINGVECO.

La Esperanto-komunumo estas unu el malmultaj mondskalaj lingvokomunumoj kies parolantoj estas senescepte du- aŭ plurlingvaj. ĉiu komunumano akceptis la taskon lerni almenaŭ unu fremdan lingvon ĝis parola grado. Multokaze tio kondukas al la scio de kaj amo al pluraj lingvoj kaj ĝenerale al pli vasta persona horizonto.
Ni asertas ke la anoj de ĉiuj lingvoj, grandaj kaj malgrandaj, devus disponi pri reala ŝanco por alproprigi duan lingvon ĝis alta komunika nivelo.
Ni estas movado por la provizo de tiu ŝanco.

5. LINGVAJ RAJTOJ.

La malegala disdivido de potenco inter la lingvoj estas recepto por konstanta lingva malsekureco, aŭ rekta lingva subpremado, ĉe granda parto de la monda loĝantaro. En la Esperanto-komunumo, la anoj de lingvoj grandaj kaj malgrandaj, oficialaj kaj neoficialaj, kunvenas sur neutrala tereno, dank' al la reciproka volo kompromisi. Tia ekvilibro inter lingvaj rajtoj kaj respondecoj liveras precedencon por evoluigi kaj pritaksi aliajn solvojn al la lingva malegaleco kaj lingvaj konfliktoj.
Ni asertas ke la vastaj potencodiferencoj inter la lingvoj subfosas la garantiojn, esprimitajn en tiom da internaciaj dokumentoj, de egaleca traktado sendistinge pri la lingvo.
Ni estas movado por lingvaj rajtoj.

6. LINGVA DIVERSECO.

La naciaj registaroj emas konsideri la grandan diversecon de lingvoj en la mondo kiel baron al komunikado kaj evoluigo. Por la Esperanto-komunumo, tamen, la lingva diverseco estas konstanta kaj nemalhavebla fonto de riĉeco. Sekve, ĉiu lingvo, kiel ĉiu vivaĵospecio, estas valora jam pro si mem kaj inda je protektado kaj subtenado.
Ni asertas ke la politiko de komunikado kaj evoluigo, se ĝi ne estas bazita sur respekto al kaj subteno de ĉiuj lingvoj, kondamnas al formorto la plimulton de la lingvoj de la mondo.
Ni estas movado por lingva diverseco.

7. HOMA EMANCIPIĜO.

Ĉiu lingvo liberigas kaj malliberigas siajn anojn, donante al ili la povon komuniki inter si, barante la komunikadon kun aliaj. Planita kiel universala komunikilo, Esperanto estas unu el la grandaj funkciantaj projektoj de la homa emancipiĝo aŭ projekto por ebligi al ĉiu homo partopreni kiel individuo en la homara komunumo, kun firmaj radikoj ĉe sia loka kultura kaj lingva identeco, sed ne limigite de ili.
Ni asertas ke la ekskluziva uzado de naciaj lingvoj neeviteble starigas barojn al la liberecoj de sinesprimado,komunikado kaj asociiĝo.
Ni estas movado por la homa emancipiĝo.

L'81° Congresso Universale di Esperanto, riunito a Praga dal 20 al 27 luglio 1996, con la partecipazione di 2965 persone, provenienti da 65 Stati, ha approvato il seguente documento:

Manifesto di Praga del movimento per la lingua internazionale Esperanto

Noi, membri del movimento mondiale per la promozione della lingua internazionale Esperanto, indirizziamo questo manifesto a tutti i governi, a tutte le organizzazioni internazionali e a tutte le persone di buona volontà, dichiariamo la nostra ferma intenzione di continuare a lavorare per il perseguimento degli obiettivi qui di seguito espressi e invitiamo ciascuna organizzazione e ciascun singolo individuo a unirsi ai nostri sforzi in tal senso.

Lanciato nel 1887 come progetto di lingua ausiliaria per la comunicazione internazionale, e sviluppatosi rapidamente in una lingua viva e ricca di espressività, l'Esperanto funziona già da oltre un secolo per unire gli uomini al di là delle barriere linguistiche e culturali, mentre gli obiettivi di coloro che lo usano non hanno perduto nulla della loro importanza e della loro attualità. Né l'utilizzazione a livello mondiale di alcune lingue nazionali, né i progressi nella tecnica delle comunicazioni, né il ritrovamento di nuovi metodi d'insegnamento delle lingue potranno realizzare i seguenti princìpi, che noi consideriamo essenziali per un giusto ed efficiente ordine linguistico.

1 -Democrazia.

Un sistema di comunicazione che privilegia nettamente alcuni uomini, ma richiede ad altri di investire anni di sforzi per raggiungere un livello inferiore di capacità, è fondamentalmente antidemocratico. Sebbene, come ogni altra lingua, l'Esperanto non sia perfetto, esso supera di gran lunga ogni rivale nel campo della comunicazione a livello mondiale.
Noi affermiamo che dalla diseguaglianza linguistica consegue diseguaglianza nella comunicazione a tutti livelli, compreso il livello internazionale.
Noi siamo un movimento per la comunicazione democratica.

2 -Educazione transnazionale.

Ogni lingua etnica è legata a una determinata cultura e a una determinata nazione (o gruppo di nazioni). Per esempio l'alunno che studia l'inglese scopre la cultura, la geografia e la politica dei Paesi di lingua inglese, specialmente gli Stati Uniti d'America e la Gran Bretagna. L'alunno che studia l'Esperanto scopre un mondo senza frontiere, dove nessun Paese gli è straniero.
Noi affermiamo che l'educazione realizzata per mezzo di una lingua etnica, quale essa sia, è legata a una definita visione del mondo.
Noi siamo un movimento per l'educazione transnazionale.

3 -Efficacia pedagogica.

Solo una piccola percentuale di coloro che studiano una lingua straniera giungono a possederla veramente. Invece è possibile giungere a una piena padronanza dell'Esperanto anche studiandolo da autodidatti. Diverse ricerche hanno dimostrato che l'Esperanto è utile come preparazione all'apprendimento di altre lingue. Esso è stato inoltre raccomandato, nell'insegnamento, come elemento essenziale che consente agli alunni di prendere coscienza di cosa sia una lingua.
Noi affermiamo che la difficoltà di apprendimento delle lingue etniche rappresenterà sempre un ostacolo per molti alunni, che peraltro si gioverebbero della conoscenza di una seconda lingua.
Noi siamo un movimento per un più efficace insegnamento delle lingue.

4 -Plurilinguismo.

La comunità esperantista è una delle poche comunità linguistiche su scala mondiale i cui parlanti, senza eccezioni, siano in possesso di due o più lingue. Ogni membro della comunità ha accettato di fare lo sforzo di apprendere almeno una lingua straniera, fino a un sufficiente livello di comunicazione orale. In molti casi ciò ha portato a conoscere e ad amare varie lingue e in generale ad avere un più ampio orizzonte personale.
Noi affermiamo che gli appartenenti a tutte le comunità linguistiche, sia grandi che piccole, dovrebbero disporre di una possibilità reale di impadronirsi di una seconda lingua, fino a un elevato livello comunicativo.
Noi siamo un movimento mirante a ottenere che tale possibilità venga fornita.

5 -Diritti linguistici.

La disparità di potere fra le lingue è alla base di una continua insicurezza linguistica o di una diretta oppressione linguistica per grande parte della popolazione mondiale. Nella comunità esperantista gli appartenenti a lingue maggiori e minori, ufficiali e non ufficiali, s'incontrano su un terreno neutrale, grazie alla volontà reciproca di realizzare un compromesso. Tale equilibrio tra diritti linguistici e responsabilità crea un precedente utile a sviluppare e valutare altre soluzioni per la diseguaglianza linguistica e per i conflitti generati dalle lingue.
Noi affermiamo che le grandi differenze di potere tra le lingue minano le garanzie, espresse in tanti documenti internazionali, di parità di trattamento senza discriminazioni su base linguistica.
Noi siamo un movimento per i diritti linguistici.

6 -Diversità delle lingue.

I governi nazionali tendono a considerare la grande diversità delle lingue nel mondo come un ostacolo alla comunicazione e al progresso. Nella comunità esperantista, invece, tale diversità linguistica è vissuta come una fonte costante e irrinunciabile di ricchezza. Di conseguenza ogni lingua, così come ogni specie vivente, costituisce un valore in sé e pertanto è degna di protezione e sostegno.
Noi affermiamo che le politiche di comunicazione e di sviluppo, se non sono basate sul rispetto e sul sostegno di tutte le lingue, condannano all'estinzione la maggior parte delle lingue del mondo.
Noi siamo un movimento per la diversità linguistica.

7 -Emancipazione umana.

Ogni lingua dà a coloro che la usano la libertà di comunicare fra di loro, ma nel contempo costituisce una barriera alla comunicazione con coloro che usano altre lingue. Progettato come strumento di comunicazione universalmente accessibile, l'Esperanto è uno dei grandi progetti per l'emancipazione umana che funzionano, è un progetto per consentire a ciascun essere umano di partecipare come individuo alla comunità umana, mantenendo salde radici nella propria identità locale culturale e linguistica, ma senza restare limitato ad essa.
Noi affermiamo che l'uso esclusivo delle lingue nazionali pone inevitabilmente degli ostacoli alle libertà di espressione, di comunicazione e di associazione.
Noi siamo un movimento per l'emancipazione umana.

....................................(Traduzione di Umberto Broccatelli)

28 giugno 2007

ELISA NEVANE STUDIS ............................................................ ELISA NON HA STUDIATO INVANO

Hodiaŭ, en la Aŭlo de Belartoj Akademio de Macerata (Italio – Marche regiono) pritraktiĝis belegan ceremonion; estis evento pli unika ol malofta: “diplomiĝis” mortitan knabinon antaŭ kelkaj tagoj.
Elisa Cerreti estis preta por elteni finan ekzamenon en tiu somerasesio 2007, kiam, nure je dudek ses jaraĝa, la pasinta 16 de junio, stratakcidento senigis ŝin de kontentigo realigi sian deziron de preni diplomon pri: “Plurmedia Vida Komunikado". Por la lasta ekzameno ŝi skrupule pretiĝis sin, ŝi liverinte senprokaste sian tezon inkludintan videĵon por ilustri ĝin fronte al la ekzamena Komisiono. Kompreneble la evento ĉefe havis simbolan kaj memorigan signifon kaj la kortuŝa cerimonio originis el la volo de studaj kolegoj kaj geamikoj de knabino por demonstri al ilian malbonŝanca kunulino iliajn estimon kaj amsenton. Volon kiun faris sian ĉu la Direktantino kaj la gedocentoj de Akademio, ĉu la Prezidanto kaj la ekzamena Komisarioj. La referanto de magistriĝa tezo, prof. Massimo Puliani, ilustris la videĵon pri la temo: “Danco kaj plurimedialeco” kiel tion farus Elisa se ŝi estus ankoraŭ vivanta. Ekzamo konkludiĝis kun la komunikado de la diplomnoto fare de la Komisiono kaj liveris al la familio de Elisa memoraĵo de la cerimonio.

Tiu ĉi estas splenda atesto de beleco de menso kaj koro de minora Italio.









Oggi, nell’Aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Macerata (Italia – Marche) si è svolta una cerimonia bellissima; è stato un evento più unico che raro: si è “diplomata” una ragazza morta alcuni giorni fa.
Elisa Cerreti
era pronta per sostenere l’esame finale in questa sessione estiva 2007 quando, a soli ventisei anni, il 16 giugno scorso, un incidente stradale l’ha privata della soddisfazione di coronare il suo desiderio di prendere il diploma in “Comunicazioe visiva multimediale”. Per l'ultimo esame si era scrupolosamente preparata, consegnando nei tempi dovuti la sua tesi comprendente un video per illustrarla di fronte alla Commissione esaminatrice. Ovviamente l’evento ha avuto più che altro un significato commemorativo e simbolico e la commovente cerimonia è scaturita dalla volontà dei colleghi di studio e degli amici della ragazza di dimostrare alla loro compagna sfortunata la loro stima e il loro affetto. Volontà che hanno fatto propria sia la Direttrice e i docenti dell’Accademia, sia il Presidente e i membri della Commissione esaminatrice. Il relatore della tesi, prof. Massimo Puliani ha illustrato il video sul tema:
“La danza e la multimedialità” come lo avrebbe fatto Elisa se fosse stata ancora viva. L’esame si è concluso con la comunicazione del voto di diploma da parte della Commissione ed è stato consegnato alla famiglia di Elisa un attestato ricordo della cerimonia.

Splendida testimonianza della bellezza di mente e di cuore di un'Italia minore.

22 giugno 2007

(Por Usono) NI ESTAS ĈIUJ (KONTRAŬ)AMERIKAJ (Per gli USA) SIAMO TUTTI (ANTI)AMERICANI



Estas hodiaŭa sciigo (Tĵ3 Rai), ke aktuala estro de la CIA, Michael Hayden decidis de diskonigi kelkajn malnovajn dosierojn rilatantajn la sekretajn intrigojn kaj komplotojn organizitajn el Usono dum la jaroj 1950/70 en tuta la mondo.
La ĝenerala direktoro ne trovis skandala ke multaj de ĉi tiuj documentoj estas la provo de la kontraŭleĝaj aktivecoj praktikitaj en nomo de "demokratio kaj libereco" de ĉiuj popoloj. Nun oni volas pasiĝi ĉi aktivecojn kiel mallertajn organizitajn provojn kaj ofte plumpe malsukcesintajn. Kiel oni dirus: ni volis fari la malbonajn kun niaj malamikoj, sed ni ne sukcesis. "Ni nun ŝanĝiĝis ...", la estro diris (!)
Ĉu eble ne plenumis ankaŭ gravegajn nelicaĵojn rilate al Landoj alianciĝintaj aŭ konsiderataj amikaj kaj oni ankoraŭ daŭrigas ?
Ĉu eble ne sukcesis la sekvantajn krimajn kaj kontraŭdemokratajn entreprenojn de kiuj la mondo estas informita de longa tempo?:

- La ŝtatrenversoj por establi amikaj reĝimojn, ankaŭ se reakcian, sangavidajn kaj faŝistajn (Ĉilio, Argentino, Grekio, k.c.), kondiĉe ke estus kontraŭkomunistaj kaj kontraŭsovetaj;
- La nelicaj interferoj en la politiko de multaj suverenaj Ŝtatoj, inkludita Italio;
- La laŭcelaj murdoj por malstabiligi politikajn situaciojn de Landoj juĝitajn riskaj por la usonaj interesoj... kai ankoraŭ laŭ de ĉi vojo.

Malgaŭ ĉio ĉi, la aktualaj usonaj regantoj ne trovis hontan sian pretendon de "eksporti demokration" en aliaj Landoj, uzante ankoraŭ hodiaŭ samajn metodojn kaj eksplodigante pretekstain, preventajn, senfinajn militojn, kun la sola rezulto de multipliki per dek la internacian terorismon. Kiu intensiĝis dum la tempo ankaŭ por reago aŭ la pli aĉaj fiaĵoj de kiuj hodiaŭ la sinjoro estro de la CIA, Michael Hayden, anstataŭe ne informas nin.
Nun li rivelas al ni, eĉ provante de minimumigi, la manovrojn de simpla kontraŭspionado, aŭ la metodojn uzitajn por moligi kelkajn disidentojn (10.000?), aŭ maksimume la malsukcesintajn misiojn por elimini kalkajn malamatajn diktatorojn por anstataŭi ilin kun pli aĉaj aliaj, sed ŝatataj al si mem.

Ili volas kredigi al ni ke estis iam la misfama CIA. Hodiaŭ ili "ŝanĝiĝis": nur bombardas teroristojn kaj civilulojn rekte de supre!
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E' notizia di oggi (Tg3 Rai) che l'attuale capo della CIA Michael Hayden ha deciso di rendere pubblici alcuni vecchi dossier riguardanti gli intrighi e i complotti segreti orditi dagli USA durante gli anni 1950/70 in tutto il mondo.
Il direttore generale non ha trovato scandaloso che molti di questi documenti sono la prova delle attività illegali praticate in nome della "democrazia e della libertà" di tutti i popoli. Ora si vuol far passare queste attività per tentavivi maldestramente organizzati e spesso goffamente falliti. Come dire: volevamo fare i cattivi con i nostri nemici, però non ci siamo riusciti. "Adesso siamo cambiati...", ha detto il capo (!)
Forse che non sono stati commessi gravissimi illeciti anche nei confronti di Paesi alleati o considerati amici e si continua ancora?
Non sono forse riuscite le seguenti imprese criminali e antidemocratiche di cui il mondo è già informato da un pezzo?:

- I colpi di stato per insediare regimi amici, anche se reazionari, sanguinari e fascisti (Cile, Argentina, Grecia, ecc,), purché fossero anticomunisti e antisovietici.
- Le interferenze illecite nella politica di molti Stati sovrani tra cui l'Italia.
- Gli assassini mirati per destabilizzare la situazioine politica di Paesi giudicati a rischio per gli interessi statunitensi... e via di questo passo.

Nonostante ciò, gli attuali governanti americani non hanno trovato vergognosa la loro pretesa di "esportare la democrazia" in altri Paesi usando anche oggi gli stessi metodi e scatenando pretestuose guerre preventive senza fine, con il solo risultato di moltiplicare per dieci il terrorismo internazionale.
Il quale si è intensificato negli anni anche per reazione alle peggiori porcherie di cui però oggi il sig. capo della CIA, Michael Hayden, non ci informa.
Ora egli ci rivela, tentando addirittura di minimizzare, le manovre di semplice controspionaggio, o i metodi usati per ammorbidire qualche dissidente, (10.000?) o al massimo le missioni fallite per far fuori qualche odiato dittatore e sostituirlo con un altro peggiore, ma di loro gradimento.

Vogliono farci credere che una volta c'era la famigerata CIA! Oggi "sono cambiati": bombardano soltanto i terroristi e i civili direttamente dall'alto!